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Carenza di potassio, i segnali per riconoscerla e come rimediare

Può succedere di avere i livelli di potassio bassi ma è anche possibile recuperare in fretta. Ecco come

Carenza di potassio, i segnali per riconoscerla e come rimediare

Il potassio è tra i sali minerali strategici per il nostro organismo e la sua mancanza, come avviene per altri, si manifesta con vari sintomi. Escludendo patologie specifiche che devono essere evidenziate con analisi e gestite con il medico, è possibile porvi rimedio in diversi modi.
Spesso lo si dice quando si ha un crampo e uno dei primi consigli è mangiare banane, ma non è soltanto questo, è sempre meglio approfondire.
L'assimilazione delle giuste vitamine e minerali è un elemento da non trascurare, ecco alcune indicazioni e i suggerimenti per recuperare nel giusto modo.

I diversi sintomi

Stanchezza

Se siete soggetti a stanchezza immotivata, a quella sensazione di affaticamento senza una causa plausibile può essere sintomo di un basso livello di potassio.

Crampi e problemi muscolari
Uno degli episodi che viene tradizionalmente considerato un indicatore di carenza di potassio è il crampo improvviso, spesso al polpaccio. Ma anche altre situazioni di difficoltà in cui sono coinvolti i muscoli del resto del corpo è un possibile segnale di mancanza di potassio.

Formicolio – intorpidimento
Se capita che gli arti si “addormentino”, mani e piedi, senza un motivo evidente come costringersi in posizioni anomale o eccessiva pressione, può essere un segnale che il potassio è carente.

Capogiri

Se non ci sono patologie specifiche come labirintite o cervicale, anche avere giramenti di testa è un campanello d'allarme del potassio da controllare.

Battito cardiaco irregolare
Può anche accadere di sentire il cuore che... salta, come se mancasse di un battito. Non si avverte dolore ma una sensazione di mancanza di “fiato”. Anche questo potrebbe essere un segnale da non sottovalutare.


Cosa fare
Nessun allarmismo, come per ogni cosa va valutata la condizione del proprio fisico nell'insieme. Se avete uno dei  sintomi una volta all'anno non c'è sicuramente da preoccuparsi, può accadere anche per mille altri fattori. Se però la ricorrenza è frequente, meglio fare un approfondimento. In questo caso basta semplicemente parlarne al proprio medico che, con la prescrizione di un semplice esame, può stabilire se il livello di potassio è nella norma e consigliarvi la strada giusta da seguire, magari con dei semplici integratori o con una dieta appropriata.


Come compensare l'abbassamento di potassio
Come prevenzione, può sicuramente essere utile fare uso di integratori, soprattutto se si pratica attività sportiva. Quando si suda si disperde, tra i vari sali minerali, anche il potassio. Perfetti quelli in forma liquida che, da subito, aiutano anche tutta l'idratazione corporea.
Esistono gli integratori in pillole, capsule o granuli, se è un momento particolarmente intenso di lavoro o accumulo di attività, magari chiedendo consiglio, se non al medico, al farmacista, può essere d'aiuto prendere giornalmente questa extra “carica”.
Strategica rimane l'alimentazione che è il carburante del nostro corpo. Da rivedere il tipo di regime alimentare che deve essere vario e salutare, fondamentale eliminare il più possibile i prodotti “conservati” che spesso hanno un contenuto eccessivo di sale, nemico del potassio, perché ne favorisce l'espulsione tramite le vie urinarie. Da integrare o aumentare il consumo dei seguenti alimenti (preferendo sempre quelli di stagione oppure anche tra altri che vi consigliamo) che hanno un apporto di potassio importante: banane, pere, albicocche, ciliegie, datteri, uva, cavoli, fagioli, porri, carciofi, spinaci, indivia, rucola, lattuga e nocciole e mandorle. Anche legumi, pesce, pollo per quanto riguarda la scelta delle proteine e cereali integrali.

Di , © Riproduzione Riservata
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