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Bardana

La bardana è una pianta che aiuta a drenare ed a eliminare le tossine dall'organismo. Il suo impiego terapeutico si applica per problemi cutanei, reumatismi e anche nella cosmesi.


La bardana appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta particolarmente usata a scopo drenante, per eliminare e allontanare le tossine.

Conosciuta già da Plinio, vede il suo nome derivare dal greco “labein” che si lega alla peculiarità dei frutti che rimangono facilmente attaccati ai vestiti, se gli si passa acanto senza porre molta attenzione.
Il velcro è nato grazie all’osservazione e allo studio di questi frutti che per natura sono “appiccicosi”.



È costituita essenzialmente da inulina, che è poi la sostanza deputata a svolgere la sua azione drenante, mucillagini, oli essenziali, composti polinsaturi vari.
Le sue attività sono come già accennato di tipo depurativo, ipoglicemizzante, antireumatica e antisettica, diaforetica e colagoghe.

Proprietà della bardana
A livello terapeutico s’impiega per la cura delle dermatosi di vario genere, dalla crosta lattea all’acne, all’eczema. E' anche impiegata per il  diabete di tipo 2 come terapia associata a quelle principali, di sostegno, inoltre si utilizza anche per malattie esantematiche, come il morbillo o la rosolia.
Osservando con attenzione le applicazioni terapeutiche si può notare come il suo uso sia soprattutto per la pelle, la cute in generale.
Si tratta di malattie diverse, dove le cause possono essere locali o generali, in ogni caso prima di intraprendere una cura a livello erboristico, soprattutto se si vuole abbinare a una cura farmaceutica “accademica”, è bene sempre prima consultarsi con il proprio medico e non percorrere la strada del “fai da te”.
Frutti della Bardana
Attraverso il drenaggio è possibile eliminare le tossine, cioè i “rifiuti” delle diverse reazioni metaboliche dell’organismo, la bardana è di aiuto e di sostegno in questa importante attività per il fegato, le reni, l’intestino e la pelle, se questi organi funzionanano bene, si avrà una buona attività epatica, un’ottima diuresi, una bile prodotta in modo regolare, e una naturale secrezione sebacea e di tutte le ghiandole sudoripare.
Della pianta si usano la radice e le foglie; la radice di questa pianta contiene, anche dei principi con effetto antibiotico, ecco perché è utile per i vari disturbi cutanei di tipi eczematoso e acneico.
In tutti questi casi è ottima la tintura madre, anche per i semplici foruncoli, può essere anche di sollievo fare degli impacchi e  dei lavaggi usando garze imbevute di bardana fresca.

Il suo impiego è dunque anche a livello cosmetico per le pelli grasse e impure, ma anche per il cuoio capelluto, ad esempio usando le foglie fresche frizionandole direttamente come succo, ideale anche per contrastare la forfora.
Le radici, si usano anche per favorire la crescita dei capelli, tesi profondamente sostenuta dall’abate Kneipp, convinto pienamente sul fatto che i bulbi dei capelli potessero essere rivitalizzati da una cura esercitata dalle tre alle cinque volte la settimana, a base di decotto di radice di bardana, che dunque ha proprietà antiseborroiche.
È possibile usare abbastanza tranquillamente la bardana, non si segnalano particolari problematiche derivanti dall’uso, certo è che si deve evitare il suo uso nel caso si abbia allergia nei confronti delle Asteraceae.
Per preparare il decotto si procede in questo modo: 5 grammi di radice, in una tazza d’acqua.

Lo studio delle proprietà della bardana risale a diversi anni fa, ad esempio fu condotti degli esperimenti anche da Gibelli, nel 1929, il quale dimostrò le proprietà curative contro gli stati di foruncolosi.
La radice della bardana in Giappone si usa per sfruttare la sua ricchezza in fibre, con il nome di “gobo”.

Altri usi della bardana
Un altro uso è in caso di reumatismi, potete procedere nel preparare le foglie fresche, fatte cuocere in acqua e poi attraverso una garza applicatele sulla parte dolente.
In caso di puntura d’insetti, quali ad esempio zanzare, vespe e calabroni o api, è possibile mettere qualche foglia di bardana fresca schiacciata in un mortaio e applicata localmente.
In caso invece, di morso di vipera, nell’attesa di utilizzare il siero (se questo non è subito disponibile) si può pestare in un mortaio radici fresche e foglie, avvolgerle in una garza e applicate il succo.

Di © Riproduzione Riservata
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