Anuptafobia: la paura di restare single che riguarda molte più persone di quante pensi

Antonia Festa  | 22 Giu 2025

Si chiama anuptafobia (dal latino “a-nupta”, letteralmente “senza moglie”) ed è la paura intensa e immotivata di restare single e di non trovare una persona con la quale avere una relazione. Soprannominata anche sindrome di Bridget Jones, è un timore che può riguardare sia il sesso maschile sia quello femminile e, se non trattato adeguatamente, può causare seri problemi psicologici. Le persone che ne soffrono di più sono le donne tra i 30 e i 40 anni, visto che in questa fascia di età la società si aspetta che mettano su famiglia; proprio questa pressione, in alcune persone, può causare tale fobia e sfociare in patologie psicologiche molto pericolose.

Anuptafobia: da cosa deriva, come riconoscere e superare il disturbo?


Anuptafobia: da cosa deriva, come riconoscere e superare il disturbo?

L’anuptafobia fino a qualche anno fa era considerata un disturbo ansioso-ossessivo, ma negli ultimi tempi è stata classificata come una dipendenza affettiva. Sebbene sia riduttivo fare un identikit delle persone che ne soffrono, spesso in chi ha un forte timore di restare single si possono individuare traumi infantili e adolescenziali legati ad abbandonotradimento e rifiuto; un’altra  caratteristica tipica è una bassa autostima, con tratti di gelosia. Quando questa paura è molto radicata, la ricerca di un partner diventa ossessione e genera attacchi di panico e depressione.

Atteggiamento tipico di chi soffre di anuptafobia è classificare le persone in single e accoppiate e considerare le prime delle fallite e le seconde delle persone di successo. Per questo motivo, l’obiettivo principale è cercare qualcuno con cui avere una relazione, non tanto per costruire un progetto di vita ma anche solo per non sperimentare il fallimento sociale. Si tratta di un atteggiamento molto pericoloso, che può portare ad avere un partner dietro l’altro esclusivamente per placare l’ansia o a intessere relazioni disoneste e infedeli. Pur di non rimanere soli ci si accontenta, accettando situazioni infelici, o ci si annulla per non perdere il partner.
Quando proprio non trova nessuno, l’anuptafobico tenta di coinvolgere gli amici nella ricerca di un nuovo compagno/a, trascorre ore nelle chat per incontri e usare le occasioni sociali solo per conoscere un nuovo partner. E se i tentativi non portrano a nulla il rischio è di cadere in depressione e di essere assillati dall’angoscia.

Come uscirne

Quando il pensiero di trovare un partner a tutti i costi pur di non restare single diventa costante e invalidante, la cosa migliore è rivolgersi a uno psicologo o uno psicoterapeuta. Il professionista cercherà di analizzare i meccanismi consci e inconsci che scattano nella psiche di chi soffre di anuptafobia e i traumi che possono innescare tale disturbo.

Parlare e comprendere il problema con chi è competente è l’unico modo per approfondire la situazione e trovare un rimedio. Senza un aiuto di questo tipo, il rischio è quello di restare intrappolati in un vortice in cui si cerca ossessivamente un partner senza davvero lasciarsi andare alle relazioni sane e ricche di emozioni.

Antonia Festa
Antonia Festa


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur