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Spumante o champagne?

C’è chi preferisce lo spumante soprattutto per una ragione campanilistica, chi invece predilige lo champagne affermando che sia di qualità migliore.

Gli spumanti naturali hanno la caratteristica che all’apertura della bottiglia il vino produce la caratteristica spuma oltre che il  “botto” del tappo. Questo avviene perché nello spumante è presente l’anidride carbonica che non è né artificiale né aggiunta in fase di maturazione del vino ma prodotta per fermentazione. In commercio troviamo anche spumanti con anidride carbonica artificiale in cui la materia gassosa è semplicemente addizionata.
Spumante
Ma che differenza c’è tra spumante e champagne?
Per capirlo si deve sapere come è prodotto lo spumante. Esso è prodotto in due metodi: con il metodo Champenoise (o metodo Classico che poi è lo stesso procedimento di lavorazione dello champagne ) o con il metodo Martinotti (denominato anche Charmat).
Nel primo metodo di lavorazione si imbottiglia il vino con l’aggiunta di uno sciroppo composto da lieviti naturali, zucchero di canna, o barbabietola, e sali nutritivi che favorisce una seconda fermentazione. Una volta sigillate, le bottiglie sono conservate in luoghi oscuri e freddi per consentire al vino stesso la formazione di anidride carbonica (tecnicamente “presa di spuma”). Ora lo spumante è già formato ma deve seguire un lungo periodo di maturazione con le fecce, depositi lasciati dal vino sul fondo delle botti, senza il quale lo spumante non raggiungerebbe i pregi gustativi che lo contraddistinguono. Dopodiché, tramite un particolare supporto che scuote le bottiglie, le fecce si spostano dal fondo della bottiglia e si  radunano appena sotto il tappo. A questo punto vi è una sorta di congelamento che permette di togliere le fecce dallo spumante con la “sboccatura”. In questo processo le bottiglie sono chiuse con dei tappi a corona.
Spumante
Prima di procedere alla tappatura vera e propria, con i caratteristici tappi di sughero a forma di fungo, si aggiunge il cosiddetto “liqueur d’expedition”, uno sciroppo ad elevato tenore zuccherino che ogni azienda prepara secondo una propria ricetta e che determina la tipologia di spumante. Per questo tipo di lavorazione i vitigni più indicati sono il Pinot bianco e il Chardonnay.
Il metodo Martinetti (o Charmat) si differenzia dal primo metodo per la seconda fermentazione che non avviene in bottiglia ma nell’autoclave, un contenitore particolare. Questo tipo di lavorazione determina spumanti più fruttati. Tra i vini più indicati per il metodo Martinotti sono ad esempio il Moscato o il Prosecco.
Champagne
Da sempre si è creduto che lo champagne avesse origini francesi, inventato da un frate benedettino, tale Dom Pier Berignon ma alcune documentazioni portano l’origine del vino verso Londra all’incirca nel 1650.
Ai giorni nostri lo champagne è prodotto esclusivamente in alcune regioni francesi (fra le quali quella che ha dato il nome al vino), utilizzando solo il metodo Champenoise già descritto in precedenza. In questo caso però esistono due versioni: semi secco o extra brut la cui  differenza è costituita dalla quantità di zucchero impiegato.

Di © Riproduzione Riservata
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