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Ravanello

Il ravanello è una pianta di tipo annuale, la cui origine ci porta in Giappone e in Cina. Chiamato anche rapanello, il suo nome botanico, quindi quello meno conosciuto è Raphanus sativum.


La parte della pianta del ravanello comunemente usata è la radice, dal sapore piccante ma in modo delicato, ottimo per insalate miste e colorate, pinzimonio, ma anche utile per abbellire piatti e pietanze.

I migliori sono quelli più piccoli, poiché la radice crescendo acutizza il sapore piccante e amarognolo, inoltre la polpa diventa con la crescita più coriacea e legnosa, vanno consumati sempre freschissimi, prima che le foglie diventino brutte e appassiscano.



Se lasciati crescere possono raggiungere dimensioni davvero grosse, anche il mezzo metro di lunghezza, ad esempio a Giava esiste una specie di ravanelli detti ravanelli serpente che possono raggiungere i 50 metri di lunghezza.

Senza arrivare a Giava, ne esistono di particolari anche in Italia ad esempio quello di Torino. Il ravanello lungo di Torino, nato dall’incrocio tra ravanelli piemontesi e liguri, è un frutto dalla radice a forma allungata, di colore rosso, con la punta bianca, non è mai amaro, ma dal gusto comunque tenace.

Verdure fresce per insalata

Il ravanello che troviamo più facilmente in commercio ha un colore rosso vivace, ma può anche presentarsi come bianco oppure verde, mentre la polpa è candidamente bianca.

Dal punto di vista della composizione è poverissimo di calorie e ricco di acqua, vediamo la tabella, che ne esprime i valori per 100 grammi di prodotto.

Acqua 96%
Proteine 0.68
Grassi 0.10
Carboidrati 3.40
Sodio 39
Calorie 16

Volete cimentarvi nella semplicissima coltivazione del ravanello?

Basta davvero pochissimo, se avete un orto basterà una sottile striscia di terra ad esso dedicato, ma potrete anche piantarlo in terrazzo, in vasi bassi e larghi.

Coltivazione RavanelloIl terreno scelto dovrà essere soffice e sciolto, essendo una radice, come le carote, ha bisogno di perforare la terra durante la crescita senza troppa difficoltà.

La semina va fatta nel periodo che va da febbraio fino ai primi di luglio, nei mesi più freddi si dovrà fare in un luogo protetto, mentre per i mesi successivi si potrà fare direttamente all’aperto.

I semi andranno seminati in modo ordinato, meglio se a file, non in modo fitto, ma lasciando sufficiente spazio tra un seme e l’altro, per non fare ammassare poi troppo le piantine e le future radici.

Tra una fila e l’altra lasciare circa 10 cm, effettuare poi un corretto diradamento.

E’ una piccola piantina che, come altre, teme moltissimo la siccità, dunque per crescere bene e in modo armonioso va annaffiata frequentemente. Se l’acqua manca diverrà poco gradevole al nostro palato, poiché assumerà un sapore troppo piccante e amaro.

Quando raccoglieremo i nostri simpatici e aromatici ravanelli? Un mese circa dopo la semina, compiuta in primavera, e dopo una quarantina di giorni circa per la semina fatta in estate.

In realtà il nostro amico ravanello non è tra le verdure più usate, forse perché per alcune persone può essere difficile da digerire, invece in certi paesi europei si consuma oltre che crudo anche cotto o stufato.

RavanelliImportantissima e la pulizia prima del consumo, poiché come abbiamo visto, si raccoglie direttamente da sotto terra. Togliere le foglie e la punta e lasciarlo in una ciotola di acqua fredda per diverso tempo, ne gioveranno il suo essere croccante e il suo sapore.

A livello di reperibilità sul mercato, la primavera e l’estate sono le due reali stagioni di produzione, ma di fatto si trova tranquillamente tutto l’anno, poiché prodotto in serra.

Il ravanello ha proprietà diuretiche e al contempo depurative, stimola l’attività del fegato e della cistifellea, ha inoltre proprietà sedative sul sistema nervoso.

Di © Riproduzione Riservata
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