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Raschera

Raschera DOP una bontà tutta piemontese.

Raschera

Dalle belle e verdeggianti vallate del Cuneese proviene questo stimato e conosciuto formaggio, il Raschera DOP.

Il suo aspetto e la sua forma hanno un sapore e un’estetica antica, è un formaggio adatto per tutti coloro che amano questa tipologia di alimenti, ma anche per chi è curioso di assaporare un prodotto davvero speciale e  saporito.

Il Raschera DOP è prodotto nella zona del Monregalese e del Cuneese, com’è stato stabilito dal Disciplinare di Produzione.
Si produce e si stagiona ad una altitudine sopra i 900 metri, tra i territori di Frabosa Soprana, Frabosa Sottana, Garessio, Ormea, Pamparato, Roccaforte Mondovì, Montalto Mondovì, Roburent.
Si racconta che nel '400 a Pamparat in provincia di Cuneo, un signorotto locale, volesse "un buon formaggio fatto lassù", riferendosi agli alpeggi dei pastori che portano le vacche nel prato Raschera. Così è riportato nei documenti dell’archivio comunale.
Con una superficie di ben 620 ettari, l’Alpe Raschera si estende sul territorio di Magliano Alpi, proprio su queste montagne del Monregalesi produce il formaggio qui citato: il Raschera.

Valli produzione raschera
In commercio si trova in due forme: quadrata e rotonda, anche se tradizionalmente quella quadrata è quella più diffusa e conosciuta, coprendo il 99% della totale produzione.

La tradizione e la storia indicano come Raschera proprio il formaggio che proviene dalle montagne di Mondovì, mentre un formaggio di montagna di altre vallata si diceva soprattutto un tempo, “toma di montagna”.
Alla fine degli anni Settanta nacque a Frabosa Soprana la “Confraternita del Raschera e del Bruss”; i Cavalieri facenti parte della confraternita avevano il compito di promuovere la storia, la produzione e il consumo dei formaggi sopra citati.


All’inizio degli anni Ottanta, la Camera di Commercio, la Comunità Montana delle Valli Monregalesi, la stessa Industria e Agricoltura di Cuneo, tutte insieme, favorirono la Denominazione di Origine per il Raschera, nel 1996, la Comunità Europea concesse invece, la DOP (Denominazione di Origine Protetta).
Un grande, e successivo passo, verso la diffusione e il consumo esteso oltre i confini piemontesi e nazionali.
Il Raschera DOP, può inoltre fregiarsi della menzione “prodotto  della Montagna”, quando l’area di produzione avviene in Montagna, avrà l’etichetta Verde.
Se la sua produzione è sopra i 900 metri in territorio montano, avrà la dicitura “menzione di Alpeggio”, lo sfondo dell’etichetta sarà Giallo.
L’etichetta sarà invece Bianca se la produzione avverrà in pianura.

raschera DOP
Quali sono i vini più indicati da accostare al consumo di questo formaggio?
Sicuramente per via del suo aroma deciso andranno molto bene i vini rossi, con un corpo altrettanto deciso e fruttato, come il Barbera e il Dolcetto.

Dal punto di vista nutrizionale, ecco la composizione, espressa per 100 grammi di prodotto.
Calorie    341
Proteine    21
Carboidarti    Inferiori  a 1
Lipidi    28.5
Colesterolo    96 mg
Ferro     6 mg
Calcio    6161 mg
Sodio    8000 mg
Vitamina A    2.45 mg

Il Raschera è un formaggio semigrasso, crudo, pressato, con una pasta compatta dal bel colore chiaro quasi avorio.
La stagionatura è di circa un mese se il latte usato è igienizzato, ma passa a due mesi se il latte impiegato è crudo.
Per le forme quadrate il peso raggiunge circa i 9 kg, mentre per le forme tondeggianti gli 8 kg circa.
La conservazione va fatta in luogo fresco e asciutto, consiglio valevole per tutti i formaggi in generale, lasciarlo avvolto e protetto nel frigo nella sua carta originale all’interno di un contenitore di vetro o plastica.
Raschera piemontese
Al momento dell’acquisto fate sempre attenzione all’autenticità del marchio, che ne tutela l’origine e tutti in controlli nel quale questo formaggio, appartenendo ad un Consorzio è soggetto. E l’organo I.N.O.Q. (Istituto Nord Ovest Qualità) che svolge il compito di controllare tutti i requisiti di produzione del formaggio.
Il Raschera come gli altri formaggi, in generale, va consumato in quanto tale, cioè in alternativa ad altre fonti proteiche e non si dovrebbe invece, associare a un secondo. Molte persone hanno invece l’abitudine di terminare il pranzo con il formaggio, magari dopo un primo abbondante e un secondo di tutto rispetto.
Il formaggio è invece un’alternativa alla carne o al pesce o alle uova, una soluzione potrebbe essere unirlo alla pasta o al riso per creare interessanti ricette di piatti unici, buone ed equilibrate dal punto di vista nutrizionale.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  formaggio   latticini  
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