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Minestroni pronti

Cosa contengono i minestroni già pronti e quanto glutammato hanno? Impariamo a leggere le etichette di quello che compriamo.

Minestroni pronti

Poco tempo per cucinare? A volte la soluzione più veloce e pratica sono i cosiddetti piatti pronti, quelli che, con pochi minuti di cottura, si possono impiattare e servire a tavola.
Fra queste soluzioni vi è il minestrone, venduto commercialmente sottoforma di vaschette monoporzione, nei brick o come liofilizzato nelle buste. Ben diversi dai cugini surgelati, in cui un minimo di impegno è richiesto per prepararli, qui nulla, non serve fare proprio nulla oltre che farli scaldare.

 

Cosa c’è esattamente dentro?
Si tratta di un insieme di verdure miste, già lavate, tagliate a dadini o a rondelle, integrate a spezie, olio, aromi vari e in alcuni casi anche del formaggio, per insaporirle maggiormente. Il neo? Beh sicuramente nulla è deciso da voi, ma dal produttore, quindi le dosi di ciascun singolo ingrediente sono scelte a priori e voi al massimo potrete aggiungere del sale o del pepe e o un goccio di olio.
Le verdure scelte per fare questi minestroni sono varie ed elevate come tipologia, in linea di massima variano da un minimo di 9-10 fino ad un massimo di 15; provate a contarle e vedrete.
Tra gli aromi si può avvertire soprattutto il basilico, ma anche pepe, salvia, rosmarino, fino alla più esotica curcuma.
Per ciò che concerne i grassi troviamo in linea generale olio extravergine di oliva, ma è anche possibile leggere altri tipi di olii, come ad esempio di girasole o di palma, identificabili come tali o sotto la voce grassi vegetali.
Tra gli altri ingredienti possibili che potrete trovare possono esserci dei formaggi tra cui il Grana o il Parmigiano Reggiano, e il glutammato monosodico.

 

Perché si trova il glutammato e a cosa serve?

Si tratta di un ingrediente strettamente legato alla sensorialità, in quanto è particolarmente stimolante l’appetibilità stessa del prodotto, è quindi un additivo spesso usato nell’industria alimentare in moltissimi prodotti, non solo in questi, in linea generale anche nei prodotti salati e dolci. Nella cucina asiatica, come in quella cinese, si trova in grande quantità, non a caso si ha la “sindrome da ristorante cinese”. Per molti di noi può però rappresentare un problema, causando anche in piccole quantità cefalea, nausea o altri disturbi. Secondo alcuni esperti il glutammato sarebbe usato spesso per coprire materie prime di non ottima e prima qualità, il che non andrebbe a vantaggio di noi consumatori.

 

Alcune considerazioni

Dal mio punto di vista di dietista, non posso che dare un consiglio legato al buon senso: le cose fatte in casa, scegliendo una materia prima alla volta e cucinate con le nostre mani, restano le migliori, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto quello economico.
Il sale non sarà un mistero, le verdure le sceglieremo noi, il glutammato sicuramente non lo andremo ad aggiungere e preferiremo mettere un bel cucchiaio di olio extravergine di oliva e non altri olii.
Dalla parte di questi prodotti già pronti e affini resta l’aspetto positivo legato alla praticità, indubbia se si arriva a casa tardi la sera e in meno di 10 minuti si ha un buon minestrone pronto.
Come al solito si devono mettere tutti gli aspetti sul piatto, e questa volta della bilancia, in modo da valutare i pro e i contro in maniera critica e consapevole, per una spesa fatta bene, soprattutto per la nostra salute che ne deve sempre giovare.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  verdura  
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