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Fave

Nell’antichità tra i greci, le fave non erano particolarmente amate, poiché si pensava che all’interno si ponessero le anime dei morti. Ma è anche vero che secondo alcune credenze popolari italiane, chi trova un baccello con dentro sette fave avrà un periodo di lunga e buona fortuna.

Tra gli ortaggi di maggio ecco spuntare le fave, botanicamente chiamate vicia faba, che fanno parte della grande e ricca famiglia delle Leguminose.

Esistono varie specie tra cui:

  • Favino:utilizzato più che altro come foraggio

  • Favetta: utilizzata come foraggera

  • Ajor Harz: semi grossi, baccello di lunghezza dai quindici ai 25 cm, con 10 semi circa,specie tipica coltivata negli orti.

  • Paugyuga:semi molto piccoli, da noi non coltivata, di origine indiana.

Fave e pecorino

 

Si tratta di piante annuali, forti e vigorose, dal busto eretto e dai fiori gentili e delicati di candido colore bianco.

Da queste graziose infiorescenze si svilupperanno poi i baccelli, che avranno lunghezze variabili fino a raggiungere anche i 30 cm.

All’interno dei baccelli sono collocati un numero variabile di semi di un bel verde lucente dal sapore gradevole e adatto a essere sgranocchiati crudi, magari accompagnati da un formaggio dal sapore deciso, tipo un pecorino sardo o un pecorino toscano.


Qualche consiglio pratico su come acquistarle e a cosa fare attenzione: i baccelli devono essere particolarmente croccanti, turgidi, senza screpolature e brutte macchie scure.

Per la loro conservazione: quelle fresche andranno collocate in luogo Fave secchefresco e asciutto, va benissimo il frigorifero nello scomparto dedicato alle verdure (non più di tre o quattro giorni), mentre per quelle secche andranno bene i contenitori di vetro all’interno di una dispensa.

Sono legumi potenzialmente predisposti per essere seccati, se non vengono consumati freschi, se invece se ne comprano in quantità abbondante è possibile congelarle mettendolo in sacchetti di plastica adatti per alimenti.


Sono legumi molto buoni e interessanti dal punto di vista nutrizionali, vediamo le principali caratteristiche.

Proprietà nutrizionali per 100 grammi di prodotto fresco:

 

calorie

41

proteine

5.20

Carboidrati

4.50

Grassi

0.40

Fibra

5

Tra le vitamine le più rappresentate: B2,B3, B1, A,C.

Tra i minerali quelli più rappresentati (espressi in mg su 100 g di prodotto) sono: fosforo 93 mg, potassio 200 g, magnesio 38 mg.

Le fave secche hanno un corrispondente per 100 grammi di prodotto pari a 224 cal, proteine 21%, carboidrati 29%, grassi 3%.


Le fave sono molto importanti per l’agricoltura, servono infatti per migliorare la coltivazione e la resa del frumento, si prepara il terreno nella stagione estiva, e poi si seminano all’incirca 8 o 10 piante per metro quadrato.

 

Alle fave è anche legato però il problema del favismo: un difetto di tipo congenito, legato a un enzima (glucosio-6-fosfato-deidrogenasi), molto importante per la vita dei globuli rossi. Se manca questo enzima purtroppo si manifesta una improvvisa distruzione dei globuli rossi (emolisi) con conseguente comparsa di anemia emolitica con ittero.

Se il soggetto dunque mangia le fave o ad esempio dei farmaci (sulfamidici, salicilici, chinidina, menadione, ecc) scatenano la reazione anemica improvvisa, che si manifesta dopo 12-48 ore. I sintomi sono a carico del colorito che diventa molto giallo fino poi a divenire molto pallido, le urine diventano di colore intenso e compaiono i sintomi di collasso a livello cardiocircolatorio.

Di © Riproduzione Riservata
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