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Dolcificanti naturali

Tutte le volte che prendiamo un caffè o un tè o una tazza di latte ci avviciniamo alla zuccheriera o, se siamo al bar, apriamo una bustina di zucchero, per addolcire la nostra bevanda. La parola stessa spiega e anticipa molto chiaramente il significato: ”rendere dolce” la bevanda da noi scelta.

Dolcificanti naturali

In commercio esistono un’infinità di dolcificanti, utilizzati sia in modo diretto, come sopra descritto, che indiretto, ovvero tutti quelli che non vengono aggiunti dal consumatore ma già integrati dall’industria alimentare in biscotti, merendine, caramelle e dolcetti di ogni sorta. Vediamo di conoscerli meglio, poiché davvero si ha di fronte una grande famiglia. In questo articolo parliamo di dolcificanti naturali.


Cominciamo da quello più noto e più utilizzato, il saccarosio, ovvero lo zucchero bianco, lo Zucchero per eccellenza. Si ricava dalla canna o dalla barbabietola da zucchero, quello di canna può essere anche venduto come grezzo, ma diciamo subito che dal punto di vista calorico non vi è alcuna differenza tra i due, in quanto sia lo zucchero bianco che quello scuro forniscono le stesse calorie: 10 grammi danno 40 calorie circa. Non è poco, se pensate che alcune persone hanno l’abitudine di mettere due cucchiaini per ogni caffè della giornata, e questi momenti di riposo possono arrivare a far consumare anche 5 o 6 cucchiaini, per alcuni anche oltre! Pensate a quante calorie, così dette vuote, che s’introducono, quando in realtà il vero sapore del caffè è proprio da sentire senza l’aggiunta dello zucchero, ma “De gustibus non disputandum est”.


Passiamo ora a conoscere gli altri “fratelli” dello zucchero più famoso: la saccarina. La saccarina è il primo dolcificante di sintesi, questo significa che non è di origine vegetale, la sua collocazione storica relativa alla scoperta risale al 1879, veniva utilizzata per i malati di diabete poiché non incideva sul quadro glucidico alterandolo. In concomitanza con la Prima Guerra Mondiale divenne una sorta di surrogato dello zucchero, in sostanza introvabile, ma verso la fine degli anni '60 e gli anni '90 da numerosi studi emersero dei dati preoccupanti legati alla sua presunta pericolosità: si diceva fosse addirittura cancerogena. Da qualche tempo la Federal Drug Administration ha eliminato il bando, ponendo però l’obbligo di indicarne la sua presenza in tutte le etichette in cui poteva essere elencata fra gli ingredienti. In Italia è concesso il suo uso, mentre in Canada, ad esempio, ne è vietata la vendita, tranne che alle persone diabetiche. La saccarina ha un potere dolcificante 300-500 volte superiore rispetto al saccarosio, ecco perché ne sono sufficienti quantitativi minimi per ottenere l'effetto dolcificante.


Il fruttosio, monosaccaride di origine vegetale, è presente nella frutta, nel miele e in alcuni tipi di ortaggi. È aggiunto sotto forma di sciroppo di fruttosio (HFCS) o in forma cristallizzata, si ottiene dalla lavorazione dell’amido di mais. Si assorbe a livello intestinale, soprattutto se è presente anche il glucosio. La dose massima giornaliera accettata dall’organismo è di circa 40 grammi, oltre tale quantità il corpo umano lo trasforma in glucosio, e necessita di insulina per essere metabolizzato, può provocare sintomi quali diarrea, dolori addominali e può far aumentare i livelli di glicemia e di trigliceridi.
Il ciclamato: edulcorante naturale solubile in acqua, abbastanza stabile al calore, ha un potere dolcificante modesto, è eliminato attraverso le feci e le urine, il suo uso è permesso in tutta Europa ma è bandito negli USA, causa presunta relazione con il tumore alla vescica.


La stevia: (stevia rebaudiana Bertoni) è un piccolo arbusto originario del Brasile e del Paraguay, stretta parente dei crisantemi. Gli indiani guarani del Paraguay per secoli interi hanno usato le sue foglie per dolcificare. Il suo potere dolcificante è maggiore di venti volte rispetto al saccarosio. È uno dei più potenti dolcificanti naturali, si presenta come una polvere bianca. Ad oggi utilizzata anche in Giappone, Brasile, Paraguay e Corea ecc. La F.D.A. americana l’ha contrastata, tollerando più che altro il suo uso come integratore, anche se molti studi dimostrano che questa pianta non avrebbe alcun effetto negativo sull’organismo. Fino ad oggi in Italia non ne è stata permessa la vendita, ma attraverso internet è possibile acquistarla con facilità, così com’è altrettanto facile acquistare direttamente una piantina presso un vivaista molto ben rifornito; addirittura in Svizzera è possibile trovare i semi presso i supermercati.   La taumatina: si tratta di proteine molto dolci, presenti in un tipo di frutto di una pianta tropicale, dell’Africa occidentale, solubile in acqua, termolabile, ovvero non resistente al calore, dunque inadatta per fare ad esempio dolci cotti in forno. Estratta da un arbusto dal nome particolare Katemfe, la sua sigla è E957, in alcuni paesi si usa anche come agente aromatizzante, ad esempio in Giappone.
L'uso di questi edulcoranti deve sempre essere moderato, non dimentichiamo tutti gli studi e i controlli che sono fatti dalle diverse autorità a livello mondiale, basterà comunque ricordarci che quando eravamo piccoli, la nostra mamma ci diceva “non mangiare troppe caramelle o dolci, perché fanno male ai denti e al pancino”, sacrosanta verità! Certo che la mamma ha sempre ragione, soprattutto se ciò dipende dal cosiddetto buon senso e dal sapere popolare, supportato poi dal sapere scientifico: mangiare dolci, soprattutto prima dei pasti, va a ridurre la fame, poiché gli zuccheri in circolo stimolano il centro della fame e della sazietà. Non a caso già anticamente si aveva l’abitudine a servire i dolci al termine del pranzo, poiché dopo il dolce solitamente non si va oltre a mangiare.
Nel prossimo articolo tratteremo i dolcificanti artificiali.

Di © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da matelina72
     

    La stevia, ed i docificanti da essa derivati sono adesso arrivati anche in Italia. I dolcificanti a base di stevia sono in polvere, ed è importante sottolineare che sono ipocalorici e sono a indice glicemico zero (non alzano la glicemia). Quindi vanno molto bene per diabetici e per chi dever perdere peso. Io ho personalmente provato il Natvia che va benissimo anche per i dolci al forno.

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