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Coriandolo

Spezia molto usata nella cucina internazionale, anche in quella nostrana. Sapete quali alimenti lo contengono?

Coriandolo

Quante volte in cucina le spezie e le piante aromatiche arricchiscono i nostri piatti e rendono le pietanze più gustose e saporite, donando quel tocco di profumo in più e permettendo inoltre di evitare di aggiungere sale, che spesso per alcune persone con pressione alta è un problema.
Tra le tante piante aromatiche usate in cucina il coriandolo ( Coriandrum sativum ) è una di quelle.

Si tratta di una pianta erbacea annuale , tipica del Mar Mediterraneo, che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere ; viene anche chiamato “ prezzemolo cinese”. Ha una radice sottile, il fusto eretto, alto circa 30-50 cm, le foglie alterne e frastagliate.
I fiori sono di colore bianco o rosa, riuniti in ombrelle a raggi, mentre i frutti sono gialli paglierini e si presentano sotto forma di palla. Sono proprio i frutti ad essere impiegati in cucina, perché dolci e “limonosi” nel senso che sanno lievemente di limone, mentre le foglie non sono per tutti buone perché di aroma troppo deciso. In effetti la pianta, se toccata, emana un odore sgradevole simile a quello delle cimici, ecco perché un altro nome del coriandolo è “erba cimina”.
Nella cucina indiana il coriandolo è molto presente, ad esempio nel garam masala, un mix di spezie speciale molto usato nella cucina di questo Paese.

Il coriandolo si usa già dai tempi degli Egizi, dei Greci e dei Romani.
Per il mal di testa Plinio consigliava di mettere qualche seme di coriandolo sotto il cuscino, in questo modo si teneva lontana anche la febbre.


Come si coltiva e come si raccoglie il coriandolo?
I luoghi in cui vive bene si concentrano in Europa meridionale ed orientale, su terreni con buona esposizione e soleggiati. I frutti compaiono in estate, tra giugno e luglio.
La raccolta delle ombrelle si effettua recidendo il gambo, operazione da fare al mattino presto, poi va fatto essiccare e dopo averle raccolte in mazzi si appendono all'ombra, chiuse in un sacchetto, per raccoglierne i frutti che ovviamente andranno a cadere.

Il coriandolo in cucina
La conservazione di questa spezia va fatta in vasi di vetro, chiusi ermeticamente, con il fine di proteggerla sia dalla luce sia dall'umidità, in questo modo si protegge anche l'aroma.
Non tutti sanno che il coriandolo si usa in tutte le cucine, soprattutto nella cucina etnica ma anche nella nostra, come ad esempio negli insaccati come la mortadella o la salsiccia, fino alla produzione di liquori quali il gin e il Chartreuse.
Per preparare il curry si vanno a macinare proprio i semi di coriandolo.
Inoltre si usa anche per cucinare la cacciagione, le verdure, i funghi e i sott’aceti o per le salamoie; mentre in Oriente si usa al posto del più mediterraneo prezzemolo.
Si usa anche per insaporire i cavoli, l'agnello e il maiale, pesce e pietanze a base di legumi.


Proprietà del coriandolo
Sicuramente tra le proprietà più importanti del coriandolo vi sono quelle: antispasmodica, digestiva, carminativa, antisettica.
In dosi controllate è efficace per contrastare inappetenza, gonfiore intestinale, digestione difficile e stitichezza, ma non bisogna comunque abusarne perché se usato in dosi eccessive è inebriante e può causare disturbi nervosi e fastidi renali.
Questa spezia ha inoltre un effetto antibatterico e fungicida, un suo infuso può essere di aiuto per i dolori di stomaco, per disturbi di aerofagia, ha poi anche una blanda funzione antidiarroica.
In Sry Lanka si usa come decotto insieme al miele per combattere la tosse.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  coriandolo   spezie  
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