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Baby carote

Sono piccoline e colorate, belle da vedere e apprezzate dai bambini, ma sappiamo come vengonono prodotte? Va davvero bene acquistarle?

Baby carote

Le carote sono forse tra gli ortaggi più accettati dai bambini, insieme alle patate, con esse si riesce di solito a proporre contorni gradevoli e allettanti e vanno molto bene anche soltanto come ortaggio da sgranocchiare per spezzare la fame, quindi davvero perfette per grandi e piccini. Come dietista consiglio sempre di portarsele in ufficio e a lavoro in generale, per evitare di consumare snack molto più calorici e sicuramente meno salutari.

In commercio le trovate vendute sfuse o confezionate, il mio consiglio è sempre quello di acquistarle sfuse, così evitiamo di portarci a casa un ingombrante contenitore di plastica, che anche se andrà a finire nel riciclo è pur sempre plastica in più. Meglio allora sceglierle appunto sfuse, così potete anche sceglierle in base alla loro freschezza, dovranno essere belle turgide, di un bel colore vivace, non raggrinzite, il profumo dev’essere gradevole e non stantio.
In commercio nei supermercati è possibile anche trovarle sotto un’altra forma: si tratta delle baby carote, avete presente quelle carote in miniatura? Sembrano quasi finte, ma in realtà si tratta proprio di carote che hanno subito una particolare lavorazione e sono un prodotto “pronto all’uso”. Sono liscissime, coloratissime (molto più delle “sorelle” grandi), particolarmente in voga in America, dove moltissimi genitori, grazie a questa formula-giocattolo, sono riusciti a convincere i propri pargoli a consumare verdura ed è forse per lo stesso motivo che anche qui da noi si vanno diffondendo. Cerchiamo però di analizzarle da tutti i punti di vista prima di “cantar vittoria”.

Negli anni '80, Mike Yurosek, un coltivatore californiano produttore di carote, si pone la questione di come risolvere il problema degli scarti di produzione delle sue amate verdure arancioni. Si tratta di ben 400 tonnellate di carote le quali vengono buttate via perché bitorzolute, non bellissime insomma per essere accettate dai severi consumatori che tutto vogliono a cominciare dalla perfezione di madre natura.
È in quel momento che il produttore ha il lampo di genio: trasformare una parte di questi scarti in qualcosa di convincente commercialmente, e lo scarto diventa guadagno! Mi verrebbe da aggiungere che “nulla si crea nulla si distrugge”
Ed ecco allora l’origine delle baby carote, che in men che non si dica si vendono moltissimo, insomma un vero successo commerciale. Queste carotine però richiedono un lungo processo di lavorazione, moltissima acqua e moltissima energia produttiva. A tal proposito potete guardare il video che trovate su www.producepia.com per rendervene conto da soli.
Dal punto di vista nutrizionale si tratta di carote con un elevato contenuto di zuccheri, sono ortaggi che raggiungono dimensioni molto grandi in tempi brevi, hanno meno betacarotene e  per essere vendute come tali, cioè come prodotto conservato, sono trattate con conservanti.

In ogni caso è il concetto di base che regge poco: cioè per quale motivo si dovrebbe scegliere un prodotto lavorato, quando è possibile acquistare il prodotto fresco, sceglierlo liberamente, lavarlo e poi farlo anche ed eventualmente a piccoli pezzi? Come sempre, a voi la scelta!

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