Home » Ricette » Alimenti » Asparagi, ecco perché non farseli mancare in tavola a primavera

Asparagi, ecco perché non farseli mancare in tavola a primavera

Con l’arrivo di aprile, e lo stabilizzarsi della primavera, ecco apparire gli asparagi

Asparagi, ecco perché non farseli mancare in tavola a primavera

La parola asparago significa germoglio, è una pianta dalle forti proprietà diuretiche, conosciute a tutti quelli che in questo periodo ne fanno impiego in cucina.
Ne esistono di tantissime varietà, l’asparago bianco di Zambana, il Nobile di Verona, il Bianco di Bassano del Grappa, il Rosa di Mezzago, il Verde di Altedo (I.G.P) ecc.
La pianta dell’asparago è caratterizzata dall’avere piante maschili e femminili, solo le femmine hanno i frutti, la parte commestibile è rappresentata dal gambo (detta anche turione) che può raggiungere varie lunghezze.

Per apprezzare al meglio l’asparago dev’essere raccolto quando non è ancora molto alto, pena la consistenza che diviene, con il crescere della pianta, eccessivamente dura.

Oltre che per l’aspetto, gli asparagi, in funzione della tipologia, si differenzino leggermente per il sapore, ma anche per il colore, legato al metodo di coltivazione. Ad esempio per quello bianco, si attua una coltivazione in totale assenza di luce.

Esiste poi un “cugino” dell’asparago, chiamato Asparago di Prussia, in Francia è chiamato Asparago dei boschi.

Asparagi bianchi

La storia

Già gli antichi Egizi, ne conoscevano la modalità di coltivazione e lo consumavano. Non esiste traccia invece tra i Greci, mentre gli antichi Romani già nel 200 a.C. ne decantavano le qualità e il sapore. Personaggi quali Catone e Plinio furono così interessati a tale ortaggio da descriverne attentamente le qualità, i metodi di coltivazione e i diversi impieghi culinari. Alcune navi furono chiamate su idea di alcuni imperatori romani asparagus poiché deputate proprio al ritiro post-raccolta degli asparagi.

In Francia intorno al XV secolo si hanno le prime tracce di coltivazione, mentre in Inghilterra arriverà solo intorno al XVI secolo.

Asparagi

Come si coltivano gli asparagi?

Possono essere coltivati in campo aperto oppure in apposite serre che prendono il nome di “asparagiaie”.

Si semina all’inizio della primavera fino a giugno, la terra dev’essere particolarmente morbida, friabile, non umida e molto ben drenata, lo spazio di intervallo tra un asparago e l’altro, dovrà corrispondere all’incirca a 10 cm.

Un’asparagiaia media produce, ogni 100 metri quadrati, dai sessanta ai 100 kg.

Come già anticipato l’asparago ha forti proprietà diuretiche, in questo si vede la sua similitudine con la cipolla e l’aglio, visto che appartiene alla stessa famiglia. Per ciò che concerne la sua composizione chimica: in esso troviamo l’asparagina, un importante aminoacido utile per la costruzione proteica all’interno del nostro organismo. Inoltre contiene acido folico, vitamina A e vitamina B, calcio, magnesio, manganese e potassio, è poverissimo invece di sodio.

La composizione per 100 grammi di prodotto è sotto riportata.

 

Proteine

3.5

Lipidi

0.2

Zuccheri

3.2

Calorie

25

Acqua

90%

 

Molte sostanze degli asparagi sono direttamente eliminate attraverso le urine, si tratta essenzialmente di elementi contenenti zolfo, ecco perché dopo il loro consumo le urine assumono un odore caratteristico.

 

Consigli per gli acquisti e la preparazione

Al momento dell’acquisto devono essere duri, flessibili e non facili a rompersi, le punte devono essere rigorosamente chiuse, indice di freschezza, e la base non deve apparire secca.

Asparagi e uovoPer prepararli correttamente bisogna preventivamente eliminare con un coltello ben affilato le estremità legnose, immergerli poi in seguito in acqua molto fredda.

Lessarli a fiamma alta in acqua salata, oppure a vapore, non superare i 5-18 minuti. Un piccolo consiglio è di immergere nell’acqua tutto l’asparago all’infuori delle punte ovvero i germogli,esistono in commercio delle pentole apposite, con forma alta e stretta, con un cestello forato sul fondo.

Si cucinano in diversi modi, saltati in padella con burro e parmigiano, oppure dopo cottura, con olio e aceto, o ancora con le uova, o in padella con funghi, all’interno di minestre e zuppe.

E’ un ortaggio molto apprezzato in cucina, il suo odore ricorda vagamente le profumate spighe di grano, quello bianco ha un sapore particolarmente delicato, mentre quello di color viola vira più sul fruttato fino ad arrivare ad un leggero amarognolo. Quello verde ha un sapore molto deciso e al contempo dolciastro.

Buon appetito!

Di , © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami