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Aromaterapia e astrologia

Aromaterapia e astrologia hanno uno stretto legame perché esiste una connessione tra pianeti e natura

Perché abbinare l’aromaterapia all’astrologia? Il motivo è molto semplice: perché c’è una sottile connessione tra i pianeti e molti aspetti del mondo fisico. Ogni pianeta ha una risonanza con i vari regni della natura , ma non solo con questi, si rispecchia, infatti, anche con ciò che è al di là della natura, come ad esempio le note musicali.
Il regno vegetale è influenzato e collabora con tutti i pianeti, a cominciare dai pianeti Sole e Luna che ne governano il ritmo giornaliero e mensile. Inoltre ciascun pianeta ha una sua particolare assonanza con un determinato tipo di pianta.

Gli oli essenziali
L’ingrediente principale dell’aromaterapia è l’olio essenziale,
un estratto vegetale presente in alcune piante definite “aromatiche”. Si trova in piccola quantità rispetto alla grandezza della pianta che lo produce ed è quel profumo che da essa emana quando viene schiacciata, stropicciata.
E’ capitato a tutti di passare in un campo e di sfiorare una pianta di aneto, di mentuccia o di lavanda e sentirne così l’odore fluttuare nell’aria ed è pure quella fragranza che riempie le mani che stanno sbucciando un mandarino o un’arancia. Troviamo oli essenziali anche nella resina di alcuni alberi.

Non esistono in natura due piante con lo stesso profumo. L’essenza è un punto distintivo di quel certo tipo di pianta e, quasi ne fosse l’anima, porta con sé l’impronta del vegetale dal quale è stata estratta.
Una particolarità delle essenze è che variano d’intensità nei diversi mesi dell’anno. Nella pianta possono spostarsi di sede col mutare delle stagioni, appunto per questo è importante conoscere il periodo migliore per coglierle e devono essere conservate seguendo le regole indicate per la loro specie, altrimenti si rischia di alterarne l’effetto curativo.
Le essenze estratte hanno una chimica complessa ma, in genere, sono una mescolanza di terpeni, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri. Diventano olio essenziale dopo spremitura meccanica o distillazione. Se riprodotte con sistemi chimici non possono mantenere le sostanze curative delle quali sono ricche.

Le origini dell'aromaterapia
L’aromaterapia è, insieme alla fitoterapia, un metodo di cura antichissimo, la cui origine si disperde nei tempi, tanto che si ritiene che già 5.000 anni prima della nascita di Cristo, in Oriente, se ne facesse uso e in Cina, attorno all’anno 4.500 a.c., un imperatore (Kiwan Ti) descriveva alcune piante aromatiche da lui coltivate.
I profumi erano utilizzati per preparare dei balsami odorosi e, per la loro preziosità, erano offerti in dono agli dei. Conosciute le qualità terapeutiche furono usati anche per guarire. Negli anni intorno al 2.600 a.c., in Mesopotamia, i Sumeri, tra le tante innovazioni che portarono, inclusero la loro profonda conoscenza delle piante e ne catalogarono circa 250 specie che descrissero su tavolette cuneiformi.

E così proseguendo, passando per i greci, i romani, arriviamo al medioevo, epoca i cui i profumi erano usati più per coprire i cattivi odori che per vero uso terapeutico, ciò non toglie che si rivelarono utili per combattere le epidemie che a quell’epoca erano diffusissime.

Fu grazie agli arabi che tale uso si diffuse in Europa
e attorno all’anno 1.000, fu proprio il medico alchimista Avicenna a perfezionare il processo di distillazione. Sembra che il primo olio estratto fu quello di rose. Il trionfo dei profumi ci fu, in Europa, nel periodo del rinascimento, durante il quale furono approfondite e diffuse le regole arabe per la distillazione. L’Italia si dedicò a questa nuova moda e Caterina de’ Medici, grande utilizzatrice di essenze, le esportò in Francia quando divenne moglie di Enrico di Valois. Nel XVI secolo, in Provenza, fu distillata la prima essenza di lavanda.

L’aromaterapia, in quanto tale, cominciò ad emergere nel XX secolo
insieme alla floriterapia scoperta dal dott. Edward Bach. Il termine aromaterapia fu adottato da un chimico francese: René-H.Gattefossé e nel 1918 uscì un suo libro su tale argomento. Fra i suoi allievi è d’obbligo ricordare Jean Valnet, tuttora considerato un’autorità mondiale in questo campo.

Utilizzo dell'aromaterapia
L’effluvio degli oli essenziali agisce direttamente sul cervello
perché l’olfatto è il senso che, a differenza degli altri, passa nella corteccia cerebrale evitando tutti gli altri intercettori che influiscono sul loro percorso. Nella medicina ayurvedica il naso è la porta del cervello e della coscienza. Nella scala evolutiva l’apparato olfattivo è l’organo sensoriale più antico.

Il profumo agisce innanzitutto sulla mente, rilassandola, e sul corpo attraverso il suo effluvio che può essere curativo. Può creare le condizioni adatte per una guarigione. Frizionando la pelle con un olio essenziale le sue molecole penetrano in profondità fino ad arrivare all’organo malato. Le tecniche di utilizzo dell’aromaterapia sono molte, appunto per questo è diventata parte integrante della medicina olistica. Nelle case è piacevole diffondere il profumo preferito, o consigliato, utilizzando gli appositi bruciatori o versandone alcune gocce nella vasca da bagno prima dell’immersione.
Scegliendo il profumo più adatto al proprio stato d’animo, si ottengono effetti inaspettati
ed è facile, in una condizione di estremo stress, ritrovare quell’energia che si era affievolita.

I sette pianeti principali e i loro profumi
Qui di seguito le essenze collegate ad ogni pianeta e alle sue qualità, capaci quindi, se ben utilizzate, di risvegliare l’energia che ad esso appartiene.

SOLE
principio maschile: caldo, forte, positivo, espansivo. Esprime capacità di autonomia, vitalità, resistenza fisica e psichica, recupero. E’ abbinato al 3° chakra.
I suoi oli essenziali sono:
alloro, arancio amaro, benzoino, bergamotto e cedro, ginepro, limone, neroli, patchouli, rosmarino, sandalo.

LUNA
principio femminile, freddo, umido, ritmico, immaginativo. Connessa con il riposo e la quiete mentale. Si associa alle funzioni femminili e agisce sui liquidi del corpo. E’ abbinata al 2° chakra.
I suoi oli essenziali sono:
betulla bianca, canfora, gelsomino, ginepro, lavanda, salvia, camomilla.

MERCURIO
Freddo, nervoso, eccitabile. Connesso con le capacità di socializzazione, governa il sistema nervoso, il linguaggio e le funzioni cerebrali. E’ associato al 5° chakra.
I suoi oli essenziali sono: anice verde, cajeput, cardamomo, citronella, coriandolo, cumino, finocchio, lemongrass, maggiorana, menta, mirto, timo, vetiver, zenzero.

VENERE
Femminile, rilassante, nutriente, erotica, espansiva. Associata alla bellezza, alla sensualità femminile, all’amore. Governa il processo di conservazione del corpo, l’idratazione, la pelle. E’ abbinata al 4° chakra.
I suoi oli essenziali sono: bergamotto, betulla bianca, gelsomino, geranio, melissa, mirto, palmarosa, rosa, tea tree, timo, verbena odorosa, violetta, ylang-ylang.

MARTE
Accelerante, attivo, aggressivo, impulsivo, combustivo, eccitante. Simbolo dell’energia vitale, dell’azione finalizzata, dello sforzo fisico, della combattività. Governa l’energia muscolare, la pulsione sessuale, il sangue. E’ abbinato al 3° chakra.
I suoi oli essenziali sono:
basilico, cannella, coriandolo, pepe nero, pino silvestre, santoreggia, zenzero.

GIOVE
Espansivo, elasticizzante, energizzante. Riguarda il piacere, il benessere, l’espressione della vitalità e dell’equilibrio superiore. Nella fisiologia è il fattore di crescita, l’energia derivata dalle sostanze nutritive, il metabolismo delle sostanze grasse e degli zuccheri. E’ abbinato al 6° chakra.
I suoi oli essenziali sono:
cedro, elicrisio, gelsomino, ginepro, issopo, melissa, menta, noce moscata, rosa rossa, salvia, sandalo, tea-tree.

SATURNO
Freddo, astringente, coagulante, cristallizzante, limitante. Ristabilisce l’equilibrio dove manca, toglie le illusioni, riconduce all’essenza. Nel corpo è associato allo scheletro, al controllo della crescita, all’energia conservativa e alla concentrazione degli umori. E’ abbinato al 1° chakra.
I suoi oli essenziali sono: canfora, cipresso, eucalipto, ginepro, legno di rosa, mirra, olibano, patchouli, pino silvestre.

Di © Riproduzione Riservata
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