Quando si finisce di lavorare: la depressione è nemica dei pensionati, ma accettare i cambiamenti si può

Redazione Amando  | 24 Nov 2023

Molti degli over 65 hanno terminato la vita lavorativa e iniziano a “godere” di maggior libertà. Tuttavia per quanto prima si lamentassero dello stress, le loro giornate erano consolidate, scandite da ritmi ben precisi e quindi erano giornate appaganti e stimolanti. Ecco così che il dono di avere una maggior disponibilità di tempo, potrebbe almeno inizialmente, divenire un’arma a doppio taglio: se da un lato si ha il tempo per sistemare casa, andare in vacanza, e dedicarsi agli hobby, dall’altra avere più libertà può indurre a focalizzare l’attenzione su pensieri negativi.

Reinventarsi e accettare i cambiamenti

Questa fase della vita spesso genera insicurezze e fragilità a causa del corpo che cambia, perché si smette di lavorare e c’è qualche acciacco da tener sotto controllo. Il periodo della pensione, con relativa perdita di ruolo sociale e interessi, i figli che si allontanano da casa e le coppie che fino a quel momento hanno vissuto più da genitori che da coppia provano la sindrome del “nido vuoto”. Ma la crisi può essere passeggera se si capisce che rimanere soli non significa non avere più nulla da fare ma è un’ottima occasione per reinventarsi.
Se poi il circolo vizioso non viene interrotto, il senso di solitudine e inadeguatezza può sfuggire di mano e trasformarsi in sindrome depressiva.

Relazionarsi

Gli affetti sono molto importanti, in qualsiasi momento della vita, soprattutto quando si ha più tempo. Se durante il periodo lavorativo, spesso si è costretti a tralasciare relazioni sociali e amicizie, l’età pensionabile potrebbe finalmente ridare ciò che si è abbandonato, senza pensare che sia troppo tardi per migliorare i rapporti sociali. Anche se ricostruire le relazioni può sembrare uno sforzo enorme, cercare di consolidare e rafforzare gli affetti con famigliari, amici e nipoti, è possibile. Come? Condividendo con loro il proprio disagio, senza troppe lamentele.

Inseguire i propri sogni

Per godersi questa seconda parte di vita non bisogna cadere vittime della solitudine e del pensiero negativo. Piuttosto è importante chiedersi cosa si è accantonato fino a quel momento e capire che forse è arrivato il momento per riabilitare i propri sogni. Ovviamente non bisogna avere la pretesa di avere la stessa prestanza fisica di un tempo e accettare i limiti dell’età. Quindi porsi limiti raggiungibili.

È anche importante frequentare i propri coetanei e non chiudersi in casa; ci sono numerosi circoli culturali o sportivi che offrono possibilità di aggregazione e sono fonte di stimoli. Per superare il senso di solitudine bisogna attivarsi, anche dedicandosi a del volontariato. Per chi in passato ha dovuto rinunciare a studiare, non è tardi per diplomarsi, laurearsi o frequentare dei corsi. Ovviamente le difficoltà ci saranno, ma poi con l’allenamento la situazione migliorerà. Con un po’ di curiosità e interesse tutto è possibile, anche imparare ad usare il computer a 70 anni. Chi invece ha la passione per la natura può pensare di coltivare un orticello, anche su un piccolo balcone. L’importante è non sedersi in poltrona e guardare il soffitto!

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