Come scegliere l’acqua giusta leggendo correttamente le etichette prima dell’acquisto

Marianna Di Pilla  | 23 Apr 2025

L’acqua è un bene a cui non è possibile rinunciare, è un elemento essenziale per il nostro organismo. L’organismo è composto di acqua e ne abbiamo assoluto bisogno quotidianamente. Per i medici, infatti, tutti dovrebbero berne almeno un litro e mezzo al giorno.

La mancanza di acqua o la sua scarsità causano disidratazione a vari livelli, con effetti anche gravim che vanno dalla semplice secchezza della pelle e delle mucose fino alle vertigini, alle palpitazioni e all’astenia.

Come leggere le etichette dell’acqua


Come leggere le etichette dell’acqua

Basta andare a fare la spesa al supermercato per rendersi conto di quante acque vi siano sugli scaffali. Dolciastre, alcaline, pietrose, con le bollicine, povere di sodio; c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Per questo è fondamentale capire quali sono i parametri per scegliere l’acqua a seconda delle proprie esigenze.

Il primo dato è la denominazione e il nome dell’acqua, ad esempio la dicitura “acqua minerale naturale”, che serve a identificarne la tipologia. Segue il luogo di origine, cioè la località dove quell’acqua viene imbottigliata. Occhio, poi, al termine minimo di conservazione (t.m.c), ossia la data fino alla quale l’acqua mantiene le sue proprietà.

Un dato a cui pochi prestano importanza è il lotto, che indica la partita del prodotto ai fini della rintracciabilità. Sulle etichette delle bottiglie è riportata anche l’analisi chimica, grazie alla quale potremo leggere tutti gli elementi che si ritrovano nella bevanda, espressi in milligrammi/litro, e la classificazione in virtù del residuo fisso a 180°C. Nel dettaglio:

  • Acque minimamente mineralizzate: residuo fisso ≤ 50 mg/l
  • Acque oligominerali residuo fisso: > 50 ≤ 500 mg/l
  • Acque medio minerali: residuo fisso > 500 ≤ 1500mg/l
  • Acque ricche di sali minerali: residuo fisso > 1500 mg/l

Sull’etichetta troveremo inoltre la dicitura “microbiologicamente pura”, grazie alla quale il produttore comunica la non presenza di germi pericolosi per la salute (non è, tuttavia, esclusa la presenza di una certa quantità di flora microbica naturale).

Seguono, poi, le qualità salienti, le indicazioni di tipo ambientale sull’eliminazione corretta del prodotto una volta terminato e, infine, i suggerimenti per la corretta conservazione del prodotto.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


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