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Partorire senza dolore

Il dolore che una donna prova durante il travaglio è il più forte che l'organismo umano sia in grado di sopportare. La medicina moderna ha messo a punto varie tecniche sia per l'eliminazione del dolore sia per l'attenuazione

Partorire senza dolore

Il dolore durante il travaglio di parto è considerato il dolore più forte che l’organismo possa percepire. Sin dall’antichità l’uomo ha cercato delle soluzioni per alleviare questo dolore e far del parto un momento di gioia e non di sofferenza. Allora si faceva uso di sostanze tratte dalle piante o simili alla morfina.   Con la medicina moderna si è tentato di trovare delle soluzioni sia per far scomparire il dolore sia per alleviarlo semplicemente.

 

La tecnica più efficace in assoluto è l’analgesia epidurale. Questa viene eseguita soltanto da un medico anestesista e non tutti i reparti di maternità ne hanno uno a disposizione 24/24 ore. La partoriente può richiederla a travaglio avviato (ad una dilatazione del collo uterino di minimo 3 cm). A livello della regione lombare, attraverso un ago studiato per questa tecnica, viene introdotto un tubicino nello spazio epidurale attraverso il quale viene somministrata una soluzione a base di sostanze in grado di bloccare le fibre nervose che trasmettono il dolore.

Con questa tecnica il dolore scompare ma tutte le altre sensibilità rimangono inalterate: le contrazioni vengono percepite ugualmente, in modo non doloroso. Al momento del parto l’epidurale non riduce la forza muscolare: la capacità di spingere rimane integra. L’epidurale può essere praticata nella maggior parte delle partorienti ma ci sono casi in cui è sconsigliato effettuarla come nel caso di malattie emorragiche, di infezioni nella zona lombare, di malformazioni della colonna vertebrale o di malattie del sistema nevoso.   Sono da prendere in considerazione anche alcuni effetti collaterali dell’analgesia, per lo più reversibili: brividi, riduzione della pressione arteriosa, prurito, reazioni agli anestetici locali, persistenza del dolore in alcune zone, mal di testa, durata del travaglio allungato.

 

Credits: Foto di @johnlooy | Unsplash 

 

Altri metodi farmacologici sono l’uso di oppiacei per via endovenosa e la respirazione di protossido d’azoto attraverso un sistema nasale ma non sono molto praticati in Italia.   Il benessere materno durante il travaglio si trasmette al piccolo che sta per nascere e vivere un evento cosi importante con serenità è il desiderio di ogni partoriente. Non esiste nessun beneficio per la mamma e per il neonato nel vivere il travaglio nel dolore.  Alcune donne temono che partorire senza dolore equivalga a partorire in modo non naturale e senza alcuna sensazione. È una convinzione errata. Purtroppo non tutte le partorienti hanno la fortuna di approfittare dell’analgesia e molti sono oggi i rimedi più “naturali” a cui si fa ricorso per vivere il travaglio con più serenità.    


Le stimolazioni e gli aiuti di cui una partoriente può usufruire sono numerosi:

  • I massaggi:  fatti con coinvolgimento da parte di chi li esegue ti trasmettono affetto, solidarietà, aiuto, vicinanza, alleviano il dolore e facilitano il rilassamento nelle pause tra una contrazione e l’altra. Sono molto utili nella zona lombare.
  • Gli impacchi caldi o freddi: agiscono sulle terminazioni nervose, simile al massaggio sciolgono le contratture muscolari.
  • Le posizioni: ogni donna trova il suo modo per affrontare il travaglio e il parto. Il consiglio è quello di lasciare che sia il corpo a cercare la posizione in cui si sente più libero e più a suo agio, sempre che non ci siano controindicazioni per cui rimanere distese.
  • Le visualizzazioni: nel travaglio facilitano la dilatazione e la fase espulsiva aumentando la fiducia nella partoriente, aumentano la capacità di resistenza, favoriscono la produzione di ormoni.
  • La musicoterapica: l'ascolto musicale rilassa, distende, favorisce il contenimento dell'ansia e aiuta la gestante a creare immagini positive e piacevoli per distrarsi,  recuperare le forze e agevolare il riposo.
  • Il travaglio e il parto in acqua: ottimo metodo di gestione del dolore. L'acqua, in realtà, non elimina il dolore, ma crea una condizione di rilassamento fisico, mentale ed emotivo che ne riduce la percezione.
  • Il training autogeno, una tecnica che si basa sull'esecuzione di alcuni esercizi in grado di aiutare a controllare la respirazione e a rilassare i muscoli coinvolti nel parto. Concentrandosi sulla respirazione, che deve essere regolare, lenta e profonda, la donna deve visualizzare i diversi muscoli, immaginando di rilassarli uno ad uno.

Prima di intraprendere la via dell’epidurale o di altri trattamenti farmacologici è quindi utile conoscere queste altre tecniche che si affiancano al naturale processo del travaglio e della natura.

© Riproduzione Riservata
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