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Parto distocico

Un parto si definisce distocico quando, per il suo buon esito, richiede manovre attive da parte del personale medico o chirurgico. Ma quali possono esserne le cause e le conseguenze?

Parto distocico

Cosí come ogni gravidanza è diversa da un’altra, è anche vero che probabilemnte non esistono due parti che si svolgono nello stesso identico modo.
Ginecologi e ostetriche coincidono però nel suddividere i parti in due grandi gruppi, per indicare se il processo avviene in maniera naturale o se è necessario un aiuto medico o chirurgico per ovviare a un problema che impedisce la naturale fuoriuscita del bebè.

Si indica quindi con eutocico o fisiologico il parto che avviene naturalmente per via vaginale e in cui il bebè si trova in posizione fetale cefalica.
Viene chiamato invece parto distocico quello per cui sono necessarie manovre esterne con forcipe o ventosa (parto attivo o operativo) o un intervento chirurgico (parto cesareo) per assicurarne il buon esito.


Credits: Foto di @ahock | Unsplash


Strumenti per parto distocico
Il forcipe, una grande pinza che afferra la testa del bimbo e la guida lungo il canale del parto, è stato inventato nel 1600 ed è ormai uno strumento poco usato per i danni che può arrecare al bambino e le lacerazioni che può provocare alla mamma.
La ventosa invece, inventata negli anni ’50, risulta più sicura per il piccolo e per i tessuti della mamma. Questo strumento è composta da una coppa metallica o in materiale plastico che, una volta inserita in vagina, aderisce direttamente alla testa del bebè. Grazie a una pompa si estrae l’aria per creare l’effetto ventosa e, attarverso una maniglia posizionata sul tubo esterno, il personale ostetrico guida il piccolo verso l’uscita. Nei suoi primi giorni di vita il bebè potrebbe avere la testa di forma leggermente allungata, ma non bisogna preoccuparsi, questo inconveniente scompare dopo pochi giorni.
Sia il forcipe che la ventosa sono indicati solo nei casi in cui il feto sia in posizione cefalica e non esistano osatcoli di natura meccanica alla sua fuoriuscita.

Credits: Foto di @adroman | Unsplash


Le cause che possono portare a un parto distocico sono varie e possono essere suddivise tra materne e fetali.

Cause materne
di parto distocico:

  • Sproporzione cefalopelvica, diagnosticata quando si è già raggiunta la completa dilatazione e nonostante questo le dimensioni cefaliche del bebè non gli permettono il passaggio attraverso il canale del parto.
  • Inerzia uterina, una condizione caratterizzata dalla debolezza o insufficenza delle contrazioni. Si classifica in primitiva o secondaria a seconda che si verifichi all’inizio del travaglio o dopo un periodo di contrazioni normali. Spesso questa situazione è indotta da fattori psichici o di eccessivo stress della mamma e se non si risolve con un supporto farmacologico (ossitocina) può portare alla necessità di effettuare un parto cesareo.
  • Anomalie del bacino materno o del canale del parto che possono ostacolare la fuoriuscita del bebè.

Cause fetali di parto distocico:

  • Posizione podalica o trasversale, situazione che richiede un’attenta valutazione caso per caso da parte del personale medico per valutare se è possibile tentare un parto vaginale o se per la sicurezza del bebè è consigliabile procedere direttamente con un parto cesareo.
  • In generale in presenza di sintomi di perdita di benessere fetale (prolasso del cordone, distacco della placenta, acidosi fetale...) si procede con un parto distocico per accellerare il processo di fuoriuscita del bebè.

Di © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da dark_princess
     

    Ci sono anche altre cause, a dire il vero, ossia l'incompetenza del personale che assiste la partoriente.
    Spesso con la competenza e la professionalità si possono evitare manovre pericolose, o quanto meno vengono eseguite nel modo corretto e quando necessarie. Lo sapete che c'è una classifica degli ospedali a seconda di quanti cesarei sono costretti a praticare? Ovviamente, ci sono ospedali statisticamente migliori, in cui il numero dei cesarei d'emergenza è contenuto, ed altri in cui il numero è troppo alto...

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