Home » Mamma » Parto » Parto anonimo

Parto anonimo

Sono ancora molte le donne, italiane e straniere, che non conoscono l’opportunità di non riconoscere il proprio figlio subito dopo il parto. Si tratta di una possibilità alternativa all’aborto, quando una persona non se la sente, per svariati motivi, di diventare madre.

Parto anonimo

In Italia ci sono ancora troppi bambini che vengono abbandonati sul ciglio di una strada, fuori dalle discoteche o in luoghi che però non sempre ne garantiscono la sopravvivenza. Ma una soluzione ci sarebbe, perché la legge consente alla donna di partorire in ospedale, assistita, nel più completo anonimato e rinunciare per sempre al piccolo.

La legge
La prima legge sul parto anonimo risale al 1975; prima il fenomeno dell’infanticidio causato dall’abbandono veniva arginato solo da istituti religiosi che avevano le “ruote degli esposti”, luoghi nascosti dove lasciare il piccolo. Ma a partire da questa data l’Italia ha introdotto una normativa per aiutare questi bambini. Una donna può partorire in ospedale, in condizioni igieniche e sanitarie adeguate, senza però dichiarare la propria identità. Non è tenuta a dare alcuna informazione su di sé e dopo il parto se ne può andare via da sola, lasciando il neonato in ospedale. La legge permette 3 mesi di tempo per riflettere, dopodiché se i genitori non riconoscono il piccolo il neonato è dichiarato adottabile.

Credits: Foto di @ahock | Unsplash


Una forma ancora sconosciuta a molti
Sebbene il parto anonimo sia possibile da molti anni, il fenomeno dell’abbandono di piccoli per strada continua ad essere diffuso. Molto spesso le donne incinte vivono in situazioni economiche e sociali e culturali estremamente critiche e non sanno di avere questa possibilità. La situazione è ancora più difficile per le straniere che hanno problemi di lingua e integrazione e sono costrette a dare alla luce un figlio completamente sa sole. Negli ultimi tempi si sono così moltiplicate le iniziative a sostegno della madri sole, delle culle salva bebè e dei numeri verdi di alcune associazioni.

Il progetto “ninna ho”
Nel 2008 la fondazione Rava ha creato il progetto “ninna ho” per tutelare i bambini abbandonati, con lo scopo di difendere i neonati informare sul parto anonimo. È stato creato il numero verde 800.320023 attivo 24 ore su 24 e il sito www.ninnaho.org, dove è possibile avere informazioni in 5 lingue. Gli operatori offrono ascolto e accoglienza alle future mamme.

Credits: Foto di @omarlopez1| Unsplash


A chi rivolgersi
Le associazioni che aiutano le mamme in difficoltà sono molte. Eccone alcune:

  • Madre segreta, a Milano, offre sostegno alle donne accompagnandole nel difficile percorso del parto anonimo n° verde 800400400.
  • Mamma segreta, creato dalla regione Toscana; numero verde 800860070.
  • Sos donna, a Torino numero 800231310.
  • Salvabebè a Roma numero 800283110

Le culle speciali
Le culle salva bebè sono speciali culle termiche posizionate in zone visibili e protette degli ospedali, collegate al Pronto soccorso. Qui le donne che non possono prendersi cura del figlio lo possono affidare ai medici e infermieri senza rilasciare le generalità. La privacy della madre è rispettata e la salute del piccolo tutelata. Oggi queste culle si trovano negli ospedali di Brescia, Firenze, Roma, Milano e Treviso.

Di © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI
ARTICOLO SUCCESSIVO> Problemi tiroide di Bianca Fracas - PsicoSessuologa

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami