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Bebè in posizione podalica

Normalmente la testa del bebè è la prima a insinuarsi nel canale vaginale, quando si avvicina il momento del parto, ma in alcuni casi il bimbo adotta la posizione podalica.

Bebè in posizione podalica

Tra la 28esima e la 32esima settimana di gravidanza nella maggior parte dei casi il bebè si gira e assume la posizione cefalica, ovvero con la testa verso il basso, pronto per entrare nel canale del parto con la testa una volta arrivato il momento.

Può capitare però che il bimbo, invece di posizionarsi correttamente, si presenti in posizione podalica o longitudinalecon i piedi rivolti verso il canale del parto. Questo può succedere circa nel 3 o 4% delle gravidanze a termine e, con la giusta informazione e appoggio medico, non deve preoccupare eccessivamente i futuri genitori.


Credits: Foto di @sharonmccutcheon | Unsplash
Cosa può causare la posizione podalica?
Purtroppo, non si sa esattamente perché, in alcuni casi il bebè si presenta in posizione podalica, tra i vari motivi però viene indicata scarsa o eccessiva presenza di liquido amniotico, cordone ombelicale troppo corto o alcune anomalie del feto.
Alcuni bebè si trovano in questa posizione perché non sono riusciti a girarsi, mentre altri, al contrario, dopo essersi posizionati in presentazione cefalica, tornano poi a girarsi più e più volte durante le ultime settimane di gravidanza.


Credits: Foto di @jimmy_conover | Unsplash
Cosa si puo fare per aiutare il bebè a girarsi in posizione cefalica?
Purtroppo non esistono metodi sicuri per aiutare il bimbo a girarsi nella posizione più corretta, dal momento che l'esito delle manovre dipende in gran parte dal bimbo e non è prevedibile.
Il ginecologo in ogni caso potrà effettuare una manovra esterna per cercare di far girare il bebè e indirizzarlo correttamente verso il canale del parto. Questa manovra ha come unica controindicazione che rischia di scatenare il parto, quindi può essere effettuata solo quando il bebè è a termine. È una manipolazione dell'utero che può essere fastidiosa per la mamma, ma non dolorosa, e viene effettuata sempre tenendo sotto rigoroso controllo tutti i parametri fetali, per individuare precocemente eventuali segni di sofferenza del bebè.
Per prima cosa si realizza un'ecografia per determinare la posizione esatta del bambino, poi il ginecologo, grazie a una delicata pressione sulla pancia della donna, aiuta la testa del piccolo a scivolare verso il basso.
Può anche succedere che, una volta girato correttamente dal ginecologo, il bebè torni in posizione podalica nei giorni seguenti.
Durante la 37esima settimana, grazie alla manovra ostetrica, si possono girare circa il 60% dei bebè e solo il 10% torna poi in posizione podalica.

Credits: Foto di @jonathanborba | Unsplash


Ci sono inoltre alcuni esercizi che potrebbero aiutare il bimbo a girarsi correttamente, come ad esempio nuotare a pancia in giù in piscina, camminare a quattro zampe o praticare la posizione yoga del gatto. Praticare questi esercizi non garantisce di poter girare il bebè, ma indubbiamente lo possono aiutare, grazie alla forza di gravità, a posizionarsi correttamente con la testa in direzione del canale del parto. Prima della settimana 34 o della settimana 36 non è consigliabile effettuare alcunché.

Se nonostante i tentativi il bimbo si presentasse ancora in posizione podalica, il parto per via vaginale comporterebbe un elevato tasso di mortalità, per questo motivo nella quasi totalità dei casi si preferisce procedere con un parto cesareo. Il parto vaginale viene considerato solo per bimbi tra i 2.500 e i 3.500 grammi di peso e mamme pluripare.

Di © Riproduzione Riservata
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