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Frutta nell'alimentazione del bambino

Fermo restando che un neonato, secondo quanto afferma l'OMS, può nutrirsi di solo latte materno fino al 6° mese di vita, ci sono parecchi casi in cui la mamma per motivi più disparati non allatta esclusivamente con il latte materno. Ed ecco quindi che a partire dal 4° mese inizia lo svezzamento.

Frutta nell'alimentazione del bambino


Dal 4° mese inzia lo svezzamento del bambino e comincia proprio con l'introduzione della frutta nella sua alimentazione. La frutta infatti solitamente è il primo alimento diverso dal latte, e viene data al bimbo sotto forma di omogeneizzato. La frutta è un alimento molto importante nella dieta di un bambino (e non solo) perchè contiene vitamine, minerali e fibre, indispensabili per un corretto funzionamento dell'organismo.

Le vitamine sono alla base della maggior parte dei processi necessari alla vita, come l'accrescimento e il funzionamento delle cellule, ma sono anche indispensabili per l'assimilazione di proteine, grassi e zuccheri. E' vero che ne bastano anche piccole dosi, ma devono essere sempre reintegrate.

Nella frutta si trovano il betacarotene e la vitamina C. Il betacarotene è presente nei frutti arancioni (albicocche, pesche, meloni), è una vitamina fondamentale per il benessere della pelle, degli occhi e delle mucose ed è importante anche per rinforzare ossa e denti.

La vitamina C è presente negli agrumi, (limoni, pompelmi, mandarini), nel kiwi, nelle fragole e il suo apporto aumenta la resistenza del sistema immunitario di difesa naturale del bambino, ed è fondamentale per la protezione delle membrane cellulari e per l'assorbimento del ferro.

Entrambe queste vitamine svolgono un'azione protettiva contro i radicali liberi, i prodotti di scarto che si formano all'interno del corpo quando viene utilizzato l'ossigeno per produrre energia e che portano al precoce invecchiamento delle cellule.
Introduzione della frutta nell'alimentazione del bambino

Altri componenti fondamentali in una corretta alimentazione sono i sali minerali: si tratta di sostanze molto utili all'organismo perché hanno la funzione di regolare diverse funzioni, e devono essere integrati con il cibo, in quanto vengono costantemente eliminati attraverso urine, feci e sudore. La frutta contiene potassio (utile per regolare l'equilibrio idrosalino, le funzioni nervose e muscolari oltre a favorire il passaggio dei nutrienti). Il potassio è un minerale indispensabile nella dieta di un bambino, in quanto il cambio idrosalino è molto delicato. Quindi, via libera a kiwi, banane e albicocche.

Le fibre infine, sono utili per una corretta funzione intestinale perché stimolano e riequilibrano l'attività intestinale, favorendo la peristalsi, l'insieme dei movimenti che quest'organo compie per svuotarsi. Questa particolare funzione porta giovamento al metabolismo e svolge un'azione preventiva contro una di quelle malattie che è davvero destinata a prendere sempre più piede nella nostra società, e cioè l'obesità infantile, oltre al diabete e a problemi di ipertensione.
Importanza della frutta nell'alimetazione del bambino

Per quanto riguarda il tipo di frutta da offrire al neonato all'inizio dello svezzamento, sarà il pediatra a dare le giuste indicazioni, possiamo dire che in modo standard, dai 4 ai 6 mesi si possono somministrare la mela, la banana, la pera e la prugna.

A partire invece dai 10 mesi troveranno spazio la pesca, la pesca noce e l'albicocca, mentre dopo l'anno di età il bimbo può iniziare a degustare gli agrumi e il kiwi.

Dopo i due anni, via libera alle altre qualità di frutta, sempre seguendo le indicazioni del pediatra che conosce il bimbo e sa come muoversi anche in presenza di eventuali allergie.

Di © Riproduzione Riservata
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