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Fabbisogno nutrizionale nel primo anno di vita

Tutto ciò che c'è da sapere sull'alimentazione del bambino nel suo primo anno di vita

Fabbisogno nutrizionale nel primo anno di vita

Il bambino, nel primo anno di vita, ha delle necessità fisiologiche dal punto di vista nutrizionale ben precise e specifiche, che possono variare da caso a caso in funzione di determinate situazioni ad esempio famigliari, come casi di intolleranze o allergie, ma che, in linea di massima, hanno delle peculiarità che accomunano la maggior parte dei bambini.

È fondamentale in questi 12 mesi assicurare ai piccoli l'apporto nutrizionale in via preferenziale attraverso il latte e, in aggiunta ad esso, dal quinto/sesto mese introducendo nuovi alimenti.


Fabbisogno nutrizionale da 0 a 6 mesi
Nel primo periodo di vita del bambino, da 0 a circa 5 mesi, l'unico alimento è rappresentato dal latte, materno o in polvere, che non necessità di altre integrazioni. Tuttavia alcuni pediatri, in questi ultimi anni, stanno incitando ad integrare con alcuni alimenti il latte, qualsiasi sia la sua origine.
Il latte è in questo caso un alimento unico e completo, poiché contiene proteine, zuccheri, lipidi, sali minerali e vitamine di cui il bimbo ha bisogno quotidianamente. Sicuramente il latte materno è davvero eccezionale, poiché, soprattutto nei primi 2 mesi, è in grado di trasferire direttamente dalla mamma al bimbo oltre ai macro e micronutrienti anche le difese immunitarie (nello specifico il colostro contiene le IgA e anche i leucociti). Ecco perché la salute e l' sono così importanti.
Se il latte materno fosse insufficiente o davvero molto scarso sarà il caso di ricorrere al latte in polvere partendo da un “latte di partenza” e cercando di trovare quello più adatto per il bambino, più digeribile e meglio accettato.
Con il passare dei mesi e avvicinandosi al sesto mese di età, il bambino aumenta la sua richiesta di calorie e di energia, ecco perché il latte diviene insufficiente e va integrato con altri nutrienti. Per questo motivo, sempre più spesso per molti pediatri la tendenza è quella di anticipare lo svezzamento a partire dal quinto mese.

L'importanza del biberon
Una particolare attenzione andrà anche all'aspetto più tecnico legato al biberon, il quale dovrà essere sempre ben lavato e sterilizzato, controllando poi l'efficacia e l'integrità della tettarella.


Per chiarire ogni dubbio, ecco alcune comuni domande che si fanno le mamme e le risposte più corrette.

Quanti pasti andrebbero consumati in questa fascia di età?
Dipende molto dal bambino, ma in questi primi 12 mesi il numero dei pasti varia da 5 fino a 8.
Il latte dovrebbe coprire come singolo pasto una quantità variabile da 150 a 250 grammi e indicativamente 1/6 del peso del piccolo, raggiungendo un massimo di 1 litro al giorno per i primi 4-5 mesi.

Il neonato necessita di altre bevande oltre al latte?
No, in linea di massima non necessita di altre bevande, poiché a livello di idratazione il latte da solo provvede ad idratare a sufficienza il bambino. Eccezione va fatta in casi di caldo eccessivo e profuso, in cui si integrerà, consultandosi prima con il pediatra di fiducia, con altre bevande come ad esempio infusi di tiglio o camomilla oppure semplice acqua.
In questo primo periodo, ovvero fino al 4/5 mese non sono adatti succhi di frutta o di verdura.

Quale acqua scegliere?
Tra le acque minerali le più adatte sono quelle non eccessivamente ricche di sali minerali: basta leggere l'etichetta e sceglierne con residuo fisso inferiore a 50mg/l.

Perché iniziare lo svezzamento?
Dopo il sesto mese è importante iniziare ad offrire al bambino dei cibi nuovi, con nuovi sapori che piano piano andranno a sostituire il latte e le poppate.
Uno dei primi alimenti in alternativa al latte è il liofilizzato; si tratta di una scelta non solo molto comoda, ma anche altamente igienica, soprattutto quando non si è a casa. In commercio ne esistono di tantissimi tipi e marche ad esempio: di pollo, tacchino, vitello, cavallo, agnello ecc.
Il passaggio dalla dieta lattea vede quindi il subentro prima del liofilizzato e poi, a discrezione della madre, dell'omogenizzato o di cibo fresco e omogenizzato a livello domestico.
Senza dimenticarsi che dal 5/6 mese in poi è possibile, sempre su consiglio della pediatra, iniziare a introdurre delle pappe lattee, nettari di frutta e biscotto granulare nel latte.
Una delle parole chiave durante lo svezzamento è sicuramente gradualità, poiché la mamma dovrà capire poco per volta i gusti del proprio bambino e fargli provare di volta in volta i sapori nuovi.

Di , © Riproduzione Riservata
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