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Co-sleeping, ovvero dormire insieme al bebè

Co-sleeping, ovvero il sonno condiviso, è un’abitudine sempre più diffusa ma spesso accolta con diffidenza da chi non ne consoce tutti i benefici. Vediamo come affrontarla con serenità e in tutta sicurezza

Co-sleeping, ovvero dormire insieme al bebè

Il co-sleeping è una pratica che si sta diffondendo sempre di più in molte famiglie. Da un lato il desiderio di assecondare la natura del neonato, che per istinto è portato a dormire vicino alla mamma per sentirsi protetto, e dall’altro la comodità di condividere lo stesso letto soprattutto durante il periodo dell’allattamento, spingono molte mamme a scegliere questa pratica.

In cosa consiste il co-sleeping?
Co-sleeping significa dormire insieme e consiste nell’abitudine consolidata di far dormire i bimbi piccoli o neonati nello stesso letto dei genitori, condividendo un momento intimo come il sonno.

Quali sono i vantaggi di questa pratica?
I vantaggi sono molti, sia per il neonato che per i suoi genitori, vediamone alcuni:

  • Aiuta a regolare dell’orologio biologico del neonato, che condividendo il sonno con i genitori finirà per acquisirne i ritmi biologici con naturalità e senza forzature.
  • Favorisce l’allattamento al seno, visto che la mamma non dovrà alzarsi ogni 2-3 ore per allattare il bimbo, ma l’avrà già al suo lato. In questo modo anche con l’allattamento a richiesta la mamma non avrà risvegli bruschi per i pianti del bimbo, ma basterà un leggero richiamo per emergere dal sonno e alimentarlo.
  • Un neonato tranquillo e riposato, con un approccio sereno al momento della nanna. Questo equivale a più ore di sonno per la mamma, che sarà più rilassata e paziente.

Nonostante i benefici riscontrati, molti sono ancora scettici rispetto a questa scelta, e la maggior parte dei dubbi riguardano in particolare la sicurezza del bimbo. È comprensibile, di fronte alla fragilità del neonato, avere paura di fargli male durante il sonno, ma con qualche precauzione è possibile affrontare questa tappa con serenità:

Ambiente
- Prima di tutto assicuriati che l’ambiente dove dormite sia sicuro e confortevole per il neonato. Se uno dei genitori è fumatore deve evitare di fumare in camera da letto, è dimostrato infatti che i bambini che dormono in ambienti dove si fuma hanno un più alto rischio di SIDS (vedi articolo Sids, la morte in culla).
- Elimina eventuali oggetti che possano essere afferrati dal bimbo, ad esempio tende, lampada abatjour, soprammobili.

Abbigliamento
- Evita di indossare un abbigliamento provvisto di fiocchi o cinghie in cui il bimbo possa aggrovigliarsi e togli eventuali gioielli prima di andare a dormire.
- L’abbigliamento del neonato dovrà essere calibrato considerando le coperte del letto e il calore umano di cui godrà dormendo con mamma e papà. Nella maggior parte dei casi basterà un pigiama leggero di cotone per mantenerlo alla giusta temperatura.

Letto
- Controlla che il materasso sia liscio, le lenzuola ben posizionate e non ci siano fessure tra il materasso e la struttura del letto dove il neonato possa rimanere intrappolato.
- Fai attenzione se il tuo letto ha delle sbarre laterali o nella testata: il bimbo potrebbe incastrarsi.


Per quanto riguarda gli eventuali svantaggi, l’unico che può essere considerato come tale è che dormire in 3 (o in 4) in un letto dove eravamo abituati a dormire in due comporta un’inevitabile riduzione dello spazio disponibile.
Per ovviare a questo problema esistono però culle speciali, le cosiddette bedside cots, che sono dotate di 3 sponde invece di 4 come in quelle tradizionali, e si accostano al letto dei genitori formando come un’estensione del letto stesso. In questo modo si mantiene la vicinanza col neonato senza rinunciare alla comodità.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  dormire   neonato  
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