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Apnea del neonato: che fare?

Ogni neomamma, specialmente alla prima esperienza, ha mille preoccupazioni. Non è raro che si alzi più volte durante la notte per controllare che il bimbo respiri bene...

Apnea del neonato: che fare?

Una delle paure più radicate delle neomamme è quella della morte in culla (Sids) che può colpire i bambini con età compresa tra un mese e un anno. Non è ancora stata spiegata la causa e solitamente gli specialisti parlano di Sids quando sono da escludere tutte le altre cause. Ecco allora che, alzarsi spesso per controllare il respiro del neonato, è una prerogativa della maggior parte delle mamme.

 

In realtà il ritmo respiratorio del bambino non sempre è regolare ma si tratta di una caratteristica fisiologica. Soprattutto nelle fasi di sonno intenso, il piccolo potrebbe trattenere il respiro alcuni secondi per poi riprendere la normale attività. Secondo gli esperti, se gli episodi di apnea del neonato si verificano per pochi secondi, non c'è da preoccuparsi. La cosa importante ovviamente è monitorare un attimo il respiro per rassicurarsi che poi tutto torna alla regolarità. In ogni caso resta fondamentale sottoporre il bambino all'attenzione dello specialista con visite periodiche dopo la nascita.

 

Cosa accade?

L'apnea del neonato si manifesta solitamente dopo un ritmo sostenuto e veloce per poi passare alla normalità. Si parla in questi casi di respirazione periodica che, con la crescita del bambino, tende a sparire perché il cervello va a perfezionare quella zona adibita al controllo del respiro.
 

Apnea da reflusso 

Il reflusso è un processo fisiologico normale per il bambino. La causa principale è l'alimentazione, molto liquida. A seguire la posizione sdraiata che assumono regolarmente. Durante il rigurgito il bambino può andare in apnea ed ecco che al neo-genitore prende il terrore. È importante prevenire situazioni del genere accertandosi che, prima di sdraiare il piccolo, abbia fatto il "ruttino". Il reflusso gastroesofageo è comune tra i bambini ma è importante saper distinguere il semplice meccanismo fisiologico dal sintomo di quello che potrebbe essere un problema reale. L'apnea da reflusso nel neonato non è cosa rara ed è motivo di panico per molti genitori: è come se vi fosse "qualcosa" che bloccasse il respiro del loro piccolo.

 

Apnea del neonato quando piange 

Se il bambino, in una situazione di rabbia o forte disagio, smette per alcuni secondi di respirare siamo nel caso dell'apnea affettiva. Tale situazione solitamente si manifesta dopo una crisi di pianto. Il bambino inizia ad apparire molto pallido o, al contrario, rosso in viso, le labbra invece sono cianotiche. I muscoli si irrigidiscono. Una condizione che dura pochi secondi, basta che il piccolo faccia un bel respiro e inizia a respirare normalmente. Tale condizione si manifesta sempre dopo un avvenimento che ha causato tensione.

 

Sintomi delle apnee notturne

Il primo sintomo delle apnee notturne è la pausa durante il respiro, la quale è per il genitore il primo campanello d'allarme e può portare a molte preoccupazioni. Il bambino poi può svegliarsi senza respiro. In alcuni casi potrebbe russare, essere molto agitato nel sonno, accusare mal di testa o sonnolenza cronica durante la giornata oltre che scarsa concentrazione e difficoltà ad autocontrollarsi. I neonati in particolar modo manifestano soprattutto l'interruzione del respiro, un sonno affannoso e agitato oltre che un po' di sonnolenza durante le ore di veglia.

Di Claudia Lemmi, © Riproduzione Riservata
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