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Silenzio attivo: zitti, il silenzio è d'oro!

Il silenzio attivo permette di avvicinarsi alla natura e di riscoprire le proprie emozioni. E' molto consigliato per i bambini che vivono nelle grandi città e che vengono bombardati ogni giorno da rumori artificiali come traffico, tv, computer

Silenzio attivo: zitti, il silenzio è d'oro!

I bambini sono ogni giorno bombardati da mille stimoli, di tutti i tipi, e in tutti i contesti a casa e a scuola, ma osservando i monaci Zen, la loro tranquillità abbinata alla loro grande saggezza, beh no ci resta che imparare e mettere in pratica il loro silenzio, come fonte di costruttività interiore e di riappropriamento emozionale e cognitivo.
Il silenzio attivo non è quel tipo di silenzio che maestre, mamme o baby sitter impongono senza troppo badare e osservare le reali esigenze dei bambini, no è un silenzio obbligatorio e pesante da sopportare, ma si tratta di un momento di riposo mentale, dove il bambino si avvicina alla natura attraverso la biofilia.

 

La biofilia è in sintesi, una tendenza innata e atavica dell’uomo/bambino di ”concentrare l’attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che la ricorda, e in alcuni casi ad affiliarsi emotivamente“ [Wilson, 2002].
Dunque un’esperienza a contatto diretto con la natura, una relazione di cui molti bambini, incatenati e incastrati nel cemento cittadino, non hanno la modalità di sviluppare, ecco allora l’importanza di uscire dalle mura cittadine, di fare picnic, di compiere piccole gite in campagna, al mare o in montagna, approfittando del week end per stare tutti insieme, per condividere una nuova emozione.



Credits: Foto di @Isa KARAKUS | Pixabay


Per avvicinarsi al silenzio attivo, strumento importante per il bambino bisogna però prima parlare del deficit di attenzione, un disturbo che in inglese prende il nome di “ADD”, cioè  “attention deficit disorder”, le cui cause parrebbero proprio legate a ciò che ho anticipato nell’introduzione di questo articolo, cioè il bombardamento eccessivo di stimoli: tv,cartoni animati, mille attività e orari serrati, videogiochi ecc.

La biofilia permette lo sviluppo, il “venir fuori” di provare empatia, cioè di sentire le emozioni degli altri esseri umani, la capacità di condividerle,  e dunque la capacità di riporre attenzione verso il mondo altrui, e non solo egoisticamente sul proprio.
Giocare con altri bambini, con adulti che “conducono” senza invadere spazi o tempi, giocare con animali, osservare le piante, la loro crescita, tutti questi comportamenti attivano fortemente ma rispettosamente una forma di attenzione “involontaria”, cioè quella per cui il bambino non fa sforzi.
È esattamente questo tipo di attenzione che può essere supportata e stimolata dal silenzio attivo, che è poi appunto quella utilizzata dai monaci Zen ”la meditazione di consapevolezza” grazie e in virtù della quale si apre la porta verso il nostro mondo interiore, ci si conosce meglio, insomma la strada che poi può condurre a poter ascoltare meglio gli altri.

Credits: Foto di @Pezibear | Pixabay
In Piemonte ad esempio, sono state coinvolte alcune scuole, per un totale di 120 bambini delle scuole elementari: con lo sviluppo di una forma di meditazione idonea alla loro età, con un modulo didattico che ha coinvolto preliminarmente gli insegnanti, primi destinatari dell’apprendimento del silenzio attivo. Per poi proseguire con tre incontri rivolti in modo diretto ai bambini.
I bambini imparano a concentrarsi sul loro respiro, si ascolta anche il respiro degli altri, poi si passa a una forma di animazione teatrale, dove si mima il silenzio di un animale preventivamente scelto, poi si imitano le nuvole leggere e soffici, al termine degli incontri si coinvolgono anche i genitori.
Insomma, una bella esperienza che varrebbe davvero la pena di conoscere meglio, approfondire e provare personalmente.

Di , © Riproduzione Riservata
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