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Sessualità nel bambino

Le fasi in cui si evolve la sfera emotiva e sessuale in un bambino, dalla nascita all'adolescenza.

Sessualità nel bambino

Il mondo emotivo e sessuale si sviluppa fin dai primissimi giorni di vita: fu Freud a sostenere per primo che il bambino è dotato di un'intelligenza emotiva e che il suo corpo è sessualmente reattivo agli stimoli anche nell'infanzia. Freud e in seguito Erikson elaborarono la teoria degli stadi psicosessuali, per spiegare come l'individuo costruisce il suo primo rapporto affettivo con una persona, come avviene progressivamente la definizione dei confini individuali e la distinzione di sé dagli altri e la costruzione dell'identità.

 

I primi 18 mesi di vita
Secondo la teoria degli stadi psicosessuali, il bambino dalla nascita fino ai 18 mesi circa, usa la bocca non solo per il soddisfacimento dei bisogni alimentari o come strumento di mediazione cognitiva e comunicativa con il mondo esterno, ma soprattutto come la zona del corpo che permette di avere le prime sensazioni di piacere. Si tratta della prima zona erogena, la prima sede della libido. Freud definì questo periodo di vita stadio orale.
Si tratta ovviamente di un soddisfacimento autoerotico perché la pulsione non si dirige verso altre persone, ma si soddisfa sul proprio corpo.
A questo Erikson, aggiunse che questi primi 18 mesi di vita sono anche il periodo di acquisizione del senso di fiducia di se stessi e degli altri, che dipende dal soddisfacimento dei suoi bisogni primari da parte della madre.

Credits: Foto di @Alfonso Cerezo | Pixabay

 

Dai 2 ai 3 anni
Lo sviluppo sessuale nel secondo e terzo anno di vita è caratterizzato da un cambiamento della zona del piacere: si passa dallo stadio orale allo stadio anale. A questa età il bambino imparando a tenersi pulito, controllare le feci, che rappresentano un “dono” per la mamma. Il lasciare andare le feci nel vasino esprime la docilità del piccolo nei confronti della mamma, mentre il trattenerle è una sfida, un dispetto verso la madre e l'ambiente che lo circonda. Questo controllo sulle sue feci è anche l'inizio di un processo di individualità e separazione e in questo periodo incomincia a a dare importanza anche ad altre figure di riferimento.

 

Dai 3 ai 6 anni
Secondo Freud a partire dai tre anni circa diventa dominante l'interesse per i genitali e, sia nel bambino che nella bambina, l'oggetto di interesse è il fallo, con la sua presenza o assenza. Da qui deriva il nome di stadio fallico. In questo periodo i bambini, sfiorando i loro genitali se coprono la masturbazione, che ovviamente è diversa da quella in età puberale. È anche in questo periodo che si sviluppa il complesso di Edipo, un conflitto che dura almeno tre anni, caratterizzato da emozioni e sentimenti molto intensi; si contraddistingue per sentimenti libidici molto intensi verso il genitore di sesso opposto e da un atteggiamento ambivalente (ostilità e gelosia alternate ad amore) verso il genitore dello stesso sesso. Il bambino/a vive rabbia per non poter avere l'oggetto del suo amore tutto per sé.

 

Credits: Foto di @Bessi | Pixabay

Dai 6 ai 9 anni
Con la risoluzione del Complesso Edipico, inizia il periodo di latenza. In questa fase il bambino rafforza le proprie capacità di dominio della pulsione sessuale. Ciò non significa che gli impulsi sessuali spariscono, ma vengono deviati verso altri fini, più sociali, intellettuali e affettivi.

 

Dalla pubertà all'adolescenza
Con la pubertà e l'adolescenza le pulsioni libidiche tornano attive e i conflitti del complesso edipico possono riemergere; siamo nella fase genitale. Le pulsioni però hanno un'energia diversa rispetto all'infanzia. Cambia l'oggetto d'amore e si afferma la vera identità sessuale, che non sempre corrisponde con l'identità di genere.

Di © Riproduzione Riservata
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