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Logopedista: quando serve?

Esitazioni verbali, suoni sbagliati, lettere e frasi impossibili da pronunciare: quando i piccoli hanno difficoltà a comunicare basta rivolgersi ad un giusto professionista. Quando i genitori si accorgono che il loro piccolo non riesce a parlare come i suoi coetanei, fatica a raggruppare le lettere e a farle coincidere con idee e pensieri, dovrebbero affrontare il problema e non ignorare questi piccoli segnali, che se presi in tempo possono essere corretti immediatamente.

Logopedista: quando serve?

 

Il logopedista

Il logopedista è un professionista della salute, che opera nella valutazione e riabilitazione della comunicazione, del linguaggio verbale e scritto e delle funzioni orali. Il suo lavoro consiste nel rendere padroni della propria voce e della propria comunicazione attraverso il gioco.
Per avere maggiori informazioni è possibile consultare il sito della Federazione italiana logopedisti: www.fli.it

I problemi principali

I disturbi del linguaggio possono essere molteplici, con sfaccettature differenti e caratteristiche singolari. I problemi principali sono tre:

  • Dsl o disturbi specifici del linguaggio
  • Balbuzie
  • Autismo


I disturbi specifici del linguaggio

Sono un gruppo di disturbi che interessano i bambini in età prescolare, tra i 2 e i 6 anni, e sono caratterizzati dall’alterazione dei suoni, dall’incapacità di emetterne alcuni correttamente o di pronunciare determinate lettere e quindi alcune parole.
I segnali inconfondibili per capire che si tratta di un disturbo sono:

  • l’omissione dei suoni
  • l’inversione delle sillabe
  • la pronuncia di parole incomprensibili
  • la difficoltà ad emettere alcuni suoni in modo corretto.


In molti casi i disturbi tendono a scomparire da soli, se però a 4 o 5 anni il bambino mostra ancora tutte le difficoltà di linguaggio, meglio rivolgersi al logopedista.

Credits: Foto di @Alexas_Fotos | Pixabay
La balbuzie

Si tratta di un disturbo del linguaggio caratterizzato da un’alterazione del normale fluire delle parole, con pause ed esitazioni anomale. Balbettare significa frammentare ogni comunicazione con blocchi, esitazioni e ripetizioni involontarie di parole o sillabe e pause improvvise nel bel mezzo di una parola. Quando il piccolo è balbuziente si possono instaurare dinamiche psicologiche che peggiorano la sua autostima e la voglia di comunicare.
Se fino ai tre anni il disturbo non necessita di particolari controlli, oltre è importante far seguire il bambino da un logopedista che con specifici esercizi gioco aiuta il piccolo a controllare la sua voce con una nuova modalità. In questi casi anche lo psicologo è utile per orientare la diagnosi e individuare le motivazioni, le carenze o i disagi all’origine del problema.


Autismo

È un disturbo serio e complesso che può investire anche la sfera del linguaggio. I problemi di comunicazione verbale più tipici sono la mancanza di stabilire una comunicazione e interagire, la ripetizione continua di espressioni e suoni, l’incapacità a guardare mentre gli altri parlano.
Il logopedista può aiutare a migliorare la capacità di espressione e comunicazione del piccolo cercando di costruire un ponte tra se e il bambino, con comportamenti mirati.

Credits: Foto di @ Markus Spiske | Pixabay

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