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Castigare con parole e non con sberle

Educare è difficile, ma mai farsi prendere dal nervosismo e alzare le mani, non serve, anci danneggia.

Castigare con parole e non con sberle

Quando i bambini si “impegnano” a non ascoltare i genitori o un educatore, quando disubbidisco no ad una regola a loro ripetuta centinaia di volte, quando gridano e alzano la voce o si picchiano tra loro, è difficile per molti di noi mantenere la calma, contare fino a 10 e non sbottare.
Alcuni poi esagerano perché, non riuscendo a mantenere il controllo, seppur adulti alzano le mani e così magari volano le sberle.

Dare una sberla è giusto?
Spesso tra genitori ci si interroga se sia giusto e fino a che punto dare una sberla, soprattutto se è il caso di evitarla e di sostituirla con una punizione o un castigo.
Alcuni sostengono che una sberla non sia sbagliata e che limiti ed evidenzi un confine oltre il quale il bambino capisce che non deve più andare, insomma che un atto fisico violento possa calmare l'agitazione, l'irrequietezza o la mancanza di rispetto verso la figura genitoriale.

 

Credits: Foto di @Ulrike Mai | Pixabay


Una punizione corporale può dare quali risultati?
Credo, come pedagogista, che una punizione corporale, quale ad esempio uno schiaffo, sia umiliante per il bambino che la riceve, non può in nessun modo a mio avviso essere positiva. Si basa su una relazione in cui il più forte, ovvero il genitore, decide di punire il più debole, ovvero il bambino, il quale per via della sua posizione non può fare altro che subire.

 

Cosa vede il bambino nel genitore che gli dà una sberla?
Vede un “grande” che ha perso il controllo, che non è in grado di controllare le proprie emozioni, che perde le staffe e che usa la fisicità al posto del raziocinio e del buon senso.
Vede purtroppo un modello genitoriale ovviamente negativo da ricalcare ed ecco che spesso a scuola i maestri si lamentano di comportamenti aggressivi e troppo fisici di alcuni bambini. Al di là di esempi “forti” provenienti da cartoni animati, in cui i loro idoli si sfidano a calci e pugni, è probabile che nel contesto domestico gli schiaffi “volino” anche fuori dalla televisione.  La violenza attira violenza!



Credits: foto di @PublicDomainPictures | Pixabay

 

Come si dovrebbe comportare un genitore?
Partendo dal presupposto che fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo, che nessuno lo insegna a nessuno e che non basta leggere decine di libri per essere buoni genitori, credo che dare il buon esempio sia una delle carte vincenti in ambito educativo, cercando di non dimenticare che la coppia cambia dal momento in cui arrivano i figli, soprattutto a livello di equilibri.
Far paura con gesti violenti e usare atteggiamenti ostili causerà sicuramente del disagio nel bambino. L'autorità di un genitore è sacrosanta e dev'essere rispettata, ma senza usare maniere e metodi da caserma, inadatti per un piccolo uomo.Fissate poche regole ma efficaci fin da subito, insegnate l'ordine e la pulizia già da quando sono piccoli, parlate molto ai bambini poiché loro non aspettano altro che la vostra attenzione e il vostro amore. Cercare di comunicare con il bambino sempre in modo efficace e semplice.
Se dovete castigare i figli fatelo con fermezza, magari togliendo per un giorno intero il gioco per il quale stavano bisticciando tra fratelli, se vi rispondono male provate a lasciarli nella loro stanza a riflettere su quanto accaduto e pretendete le loro scuse quanto prima. Imparare a chiedere scusa significa guardarsi dentro e capire i propri errori.
Se si “annoiano” perché gli avete tolto il loro gioco, dite loro che la noia li farà riflettere e sicuramente potrà diventare costruttiva, magari per inventarsi un nuovo gioco!

Di © Riproduzione Riservata
TAG  educare   bambini  
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