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Ansia da separazione: perché i bambini soffrono il distacco?

Tra gli 8 e i 14 mesi può capitare che il piccolo sviluppi un disagio nel momento in cui si stacca dalle figure genitoriali di riferimento, in particolare dalla madre. Di cosa si tratta esattamente? Quando preoccuparsi? Come comportarsi?

 Ansia da separazione: perché i bambini soffrono il distacco?

Molti genitori si allarmano e non sanno come affrontare la fase in cui il loro figlio sperimenta l'ansia da separazione; spesso la loro angoscia contribuisce a peggiorare lo stato del piccolo, che invece, è del tutto naturale e fisiologico.
Intorno agli otto mesi i bambini iniziano a capire di non essere un tutt'uno con la mamma (o con la persona che si occupa di loro) e provano angoscia nel momento in cui si distaccano da lei.

Una fase della crescita
È di fondamentale importanza che il bambino sperimenti l'ansia da separazione perché significa che sta crescendo a livello cognitivo e soprattutto vuol dire che è riuscito a creare un attaccamento con chi si prende cura di lui. Intorno agli otto mesi (per qualcuno prima e qualcun altro un po' dopo) si iniziano a differenziare i volti umani e di conseguenza il piccolo reagisce positivamente a quelli familiari e negativamente a quelli estranei. Inoltre nel momento in cui la mamma non è fisicamente vicina a lui, il bambino prova angoscia poiché non sa se tornerà più.
Si tratta di un passaggio obbligato ma transitorio che si riduce quasi sempre spontaneamente tra i 3 e i 5 anni.

Cosa devono fare i genitori
Considerando che i bambini sono delle “spugne” che assorbono ogni stato d'animo di chi li circonda, è importante che mamma e papà, di fronte all'ansia da separazione del loro figlio, rimangano tranquilli e soprattutto non cedano alle sue continue richieste di attenzione. I piccoli possono avere delle vere e proprie crisi isteriche, piangere, sbattere piedi e mani per terra, urlare, ma i genitori devono iniziare a dare delle regole.
Una cosa fondamentale è non sparire pensando che in questo modo il bambino rimanga tranquillo, perché svilupperebbe ancora più angoscia nel futuro. La cosa migliore, invece, quando si sta per lasciare il figlio è salutarlo con un sorriso e rassicurarlo dicendogli che si tornerà. No ai pianti di mamma e papà che aumenterebbero solo l'ansia da separazione.

Credits: Foto di @Myriam Zilles | Pixabay
Quando preoccuparsi
Ci sono rari casi in cui l'ansia da separazione del bambino anziché diminuire con il passare dei mesi, aumenta. É importante che i genitori chiedano consiglio al pediatra o ad uno psicologo dell'età evolutiva quando il figlio, dopo i 3-4 anni, manifesta i seguenti comportamenti:

  • timore che accada qualcosa ai genitori ogni volta che questi si allontanano da lui
  • paura di essere rapito
  • crisi prolungate dopo essere stati lasciati a scuola o all'asilo
  • malesseri come mal di testa, di pancia e vomito psicosomatici
  • risvegli continui e enuresi notturna.

In queste situazioni bisognerebbe cercare di capire quale disagio il piccolo cerca di esprimere con le sue crisi. Talvolta è sufficiente modificare il comportamento dei genitori che a causa della loro ansia, delle loro ossessioni e del loro essere iperprotettivi, impediscono al bambino di crescere in modo sicuro.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  ansia  
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