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Aiutare i bambini a parlare

Come aiutare i nostri bambini a sviluppare correttamente le capacità linguistiche adeguate per parlare e farsi capire.

Aiutare i bambini a parlare

Quante volte noi genitori siamo preoccupati perché i nostri piccolini non parlano e magari paragonati agli altri bimbi sembrano più “indietro”. Niente di cui preoccuparsi invece, poiché spesso capita che il motivo sia banalissimo e niente di davvero grave o comunque non è un vero problema. Si tratta infatti di una questione molto personale, in cui il bambino raggiunge un suo personale sviluppo e in cui si sente a suo agio o meno nel parlare, quindi lasciatelo gradualmente svilupparsi anche sotto questa sfera linguistica senza stargli addosso o creargli uno stato d’ansia che sarebbe molto deleterio e poco costruttivo e vedrete che col tempo tutto si svilupperà e andrà per il meglio.

Prima di tutto è bene sapere che non esiste una regola fissa per il momento giusto nel quale iniziare a parlare, ci sono dei bambini molto precoci già prima dei 12 mesi, altri più “pigri” che iniziano molto più tardi, ma non per questo non si fanno capire! Prima di definire un vero e proprio ritardo sarebbe bene sempre consultarsi con il proprio pediatra, che ha i mezzi e gli strumenti per definire un eventuale problema, oppure può per primo indirizzare verso uno specialista capace di dare una consulenza appropriata.
L’errore in cui non incappare, come genitori, è il paragone: mai pronunciare frasi che potrebbero ferire il bambino o esporlo al confronto con bambini di pari età che sanno già parlare. Il bambino, anche se piccolo, capirebbe e sicuramente ne soffrirebbe, e potrebbe manifestarlo con comportamenti spiacevoli di vario genere, come capricci, insofferenza, lagne varie ecc.
Sarà invece il caso di consultare un foniatria o un logopedista se il bambino di età superiore ai 3 anni o già in età scolare presenta ad esempio problemi più marcati come la balbuzie.

Credits: Foto di @Luidmila Kot | Pixabay

 

Un genitore può fare davvero moltissimo per aiutare il figlio e avvicinarlo correttamente al linguaggio, ad esempio parlandogli spesso, raccontandogli storie, eventi della giornata, dialogando con lui. Il semplice parlare lo stimolerà non solo all’ascolto e all’attenzione verso il mondo sonoro, le voci, i suoni, ma lo spingerà a ripeterli a cercare di scimmiottare verbalmente ciò che i genitori dicono a lui. Ad esempio è anche molto utile guardare insieme gli audiolibri, ne esistono di perfetti che aiutano il cammino e la crescita, poiché presentano illustrazioni di oggetti e accanto vi è la possibilità, schiacciando un tastino, di far “parlare” il libro che ripeterà quante volte vogliamo il nome dell’oggetto corrispondente. Lo stesso vale per alcuni giochi, mi vengono in mente quelli in cui sono anche riprodotti i suoni e i versi degli animali, utili poiché spesso ripetono le prime vocali unite alle prime consonanti.
L’ideale sarebbe sempre stare accanto ai piccoli e non sostituire la propria presenza con questi giuochi, poiché la solitudine non aiuta e l’autonomia da questo punto di vista non è esattamente da prendere in considerazione, soprattutto in tenera età e per ciò che concerne il linguaggio.
La tranquillità e la pazienza sono due elementi importanti ed essenziali, parlare di tutto ciò che circonda il piccolo, mostrargli le piccole cose e dargli il loro nome, la natura e tutto ciò che esiste a casa, gli oggetti del quotidiano ecc. Non dare spazio a nomi di fantasia, ad esempio non chiamate l’acqua con quei nomignoli senza senso come “bombo” o non usate al posto di carne il termine “ciccia”: tutto ha un nome e dev’essere quello giusto, non inventato.
Ogni volta che pronunzierà una parola nuova siate felici e dimostrateglielo! Sorridetegli e siate contenti in modo visibile, sarà per lui una bella gratificazione farvi felici.
In ultimo, ogni sera ritagliatevi 10 minuti e leggetegli una favola.

Di , © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da angela
     

    Grazie Alessandra di tutti i buoni e meravigliosi consigli che suggerisci tutte le settimane.

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