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Test di Coombs in gravidanza

Il test di Coombs indiretto è un’importante analisi a cui vengono sottoposte tutte le future mamme durante il primo trimestre di gravidanza. Vuoi sapere a cosa serve e come funziona?

Test di Coombs in gravidanza

Durante il primo trimestre di gravidanza tra le analisi rutinarie a cui vengono sottoposte le future mamme c’è il cosiddetto test di Coombs indiretto, molto importante per la salute del feto, visto che serve per accertare o scartare l’incompatibilità tra il sangue della madre e quello del feto.

Che cos’è il test di Coombs?


Il test di Coombs è un’analisi di laboratorio che determina il gruppo sanguigno della madre (A, B, AB, 0) e ricerca l’eventuale presenza del fattore RH, dando come risultato RH positivo dove si riscontra questo fattore e RH negativo quando non è presente.

Credits: Foto di @creatorscollective | Unsplash


Come e quando si svolge?
Il test è una prova non invasiva e si svolge attraverso un normale prelievo di sangue a digiuno. Normalmente i risultati sono disponibili già dopo una settimana e se dà risultato negativo vuol dire che non si sono riscontrati anticorpi anti-RH nel sangue materno. Spesso viene inserito tra le analisi del sangue del primo trimestre per non effettuare un ulteriore prelievo, visto che si esegue normalmente tra la ottava e la nona settimana di gravidanza.
Il test di Coombs viene poi ripetuto ogni mese per le mamme RH negativo e soltanto un’altra volta nel terzo trimestre per le mamme RH positivo.

Credits: Foto di @svalenas | Unsplash


Perché si esegue?
Se il sangue fetale risulta RH+ e quello materno RH- la madre potrebbe sviluppare una risposta immunitaria contro i globuli rossi del feto, arrivando nei casi più gravi ad aggredire l’organismo del bebè. Una delle possibili conseguenze di quest’aggressione è una forma di anemia, detta malattia emolitica del feto, che può arrivare a causarne la morte.
In ogni caso il fattore di rischio si presenta soltanto nei casi in cui il sangue del feto entra in contatto con quello della madre, cosa che normalmente durante la gravidanza non avviene in quantità sufficienti da scatenare una risposta immunitaria aggressiva da parte della madre.
È piuttosto al momento del parto che può avvenire questo contatto tra i globuli rossi della mamma e del neonato, innescando quindi il meccanismo di immunizzazione che potrebbe poi essere pericoloso nel caso di una seconda gravidanza.

Quali sono le categorie più a rischio?
Nei casi in cui la mamma è RH negativo e il papà RH positivo è molto probabile che il bimbo risulti essere anche lui RH positivo, comportando così il principale fattore di rischio d’inconpatibilità materno fetale.
In questi casi quindi il test viene ripetuto ogni mese per monitorare che nel sangue della mamma non siano presenti anticorpi contro i globuli rossi fetali.
Non esistono rischi invece se sia la mamma che il papà sono RH negativo, visto che anche il bebè erediterà necessariamente lo stesso fattore RH dei genitori.

Credits: Foto di @anastasiiachepinska | Unsplash


E se risulta positivo?
Se il test di Coombs dà risultato positivo significa che nel sangue della madre sono stati individuati gli anticorpi anti-RH che potrebbero attaccare il feto.
In questi casi normalmente i medici scelgono di somminstrare alle madre una iniezione di immunoglobulina per contrastare l’azione degli anticorpi, ma ovviamente ogni medico valuterà caso per caso la soluzione più sicura per il benessere della mamma e del bebè.

Di © Riproduzione Riservata
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2 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Buongiorno mi chiamò Samantha, sono nella sesta settimana di gravidanza .
    Volevo chiedervi nel mio caso io e il mio compagno siamo tutti e due A positivo,ce qualche rischio per il feto?

  2. Inviato da Elisa  »  samantha.sechi89
     

    Ciao Samantha, vista la delicatezza della questione ti consiglio di rivolgerti al tuo ginecologo, essendo un professionista saprà rispondere a tutte le tue domande.
    Un abbraccio!

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