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Manovra esterna di rivolgimento per parto naturale

Quando il bebè si trova in posizione podalica a poche settimane dalla nascita, il ginecologo può provare una manovra per aiutarlo a girarsi nella posizione corretta, evitando cosí il parto cesareo.

Manovra esterna di rivolgimento per parto naturale

Se è vero che la posizione del bebè alle ultime settimane o giorni di gravidanza influenzia moltissimo il tipo di parto a cui la futura mamma andrà incontro, è anche vero che fortunatamente è possibile intervenire in maniera non invasiva per aiutare il bebè ad assumere la presentazione corretta e ad incanalarsi nel canale del parto.

Un bebè che si presenta in posizione podalica infatti, se non si gira in tempo, nella maggioranza dei casi dovrà nascere con parto cesareo per eviare e preveniri possibili rischi di sofferenza fetale e risparmiare alla mamma un parto che potrebbe essere molto difficile.


In Italia attualmente circa un 30% dei parti avviene per cesarea, ma molte mamme cominciano a chiedersi se davvero sono necessarie tante operazioni chirurgiche e se molte di queste si sarebbero potute evitare con una diagnosi attenta e un po' di buona volontà. Il taglio cesareo infatti è pur sempre un intervento chirurgico con tutte le conseguenze e i rischi che comporta, e il periodo di recupero post parto è ovviamente molto più rapido con un parto vaginale che con un cesareo.

Cosa possiamo fare per aiutare il bebè a girarsi al momento giusto?
Purtroppo non esiste una ricetta o una formula magica per risolvere tutti i casi di presentazione podalica, ma grazie all'esperienza del ginecologo e del personale medico che ci assiste è possibile provare a effettuare una manovra esterna, detta rivolgimento, per girare il bebè all'interno dell'utero in modo che si presenti in posizione cefalica al momento del parto.


Come viene effettuato il rivolgimento?
Per prima cosa si effettua un'ecografia per monitorare con esattezza la posizione del feto e verificare che il cordone ombelicale non sia avvolto intorno al collo o all'addome. In questo caso di solito si preferisce evitare la manovra per non mettere in pericolo la vita del bimbo.
Se il ginecologo valuta che la manovra non comporta rischi procede in questo modo: attraverso una palpazione dell'addome della mamma individua la posizione della testa e del sederino del bebè e con una delicata pressione sulla pancia aiuta la testolina a scivolare verso il basso, accompagnando il sederino con l'altra mano.
In alcuni casi il bebè, dopo essere stato girato dal ginecologo, torni in posizione podalica poco prima del parto.
Durante la 37esima settimana, grazie alla manovra ostetrica, si possono girare circa il 60% dei bebè e solo il 10% torna poi in posizione podalica.

Può essere pericoloso per la mamma o per il bebè?
La manovra correttamente effettuata non comporta nessun rischio, trattandosi di una manipolazione esterna non invasiva. L'unica contorindicazione è che potrebbe scatenare le contrazioni e quindi il parto, per questo motivo può essere effettuata solo quando il bebè è a termine.
Inoltre se la placenta è previa, se c'è poco liquido amniotico o se il bebè presenta qualsiasi segno di anomalia o di ritardo nella crescita, non è possibile effettuare il rivolgimento.
Può inoltre causare un certo fastidio alla mamma trattandosi di una manipolazione dell'utero.

Di © Riproduzione Riservata
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