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Epatite C in gravidanza

L'epatite c è una malattia infettiva causata da un virus che colpisce il fegato e che può essere trasmessa al feto durante la gravidanza. È quindi importante conoscerne la caratteristiche per prevenire l'eventuale contagio ed evitare comportamenti a rischio.

Epatite C in gravidanza

Innanzitutto è bene ricordare che essere affetta da epatite C non è considerato, di per sé, un fattore di rischio tale da sconsigliare di intraprendere una gravidanza. In caso di terapia antivirale in atto in ogni caso è consigliabile consultare lo specialista di fiducia prima del concepimento per assicurarsi che i medicinali non possano provocare danni o malformazioni al feto.

In generale il controllo dela gravidanza non sarà diverso da quello di tutte le altre gestanti: saranno sufficienti alcuni esami supplementarivolti a valutare la funzionalità del fegato.

Credits: Foto di @sickhews | Unsplash


Quale rischi di contagio corre il neonato se la mamma è affetta da epatite C?
Il rischio di trasmissione del virus dell'epatite C da una mamma al bimbo è calcolato intorno al 5%.
Il contagio avviene nella maggior parte dei casi al momento del parto e non in fase intrauterina. Questo fattore fa si che molte mamme affette da epatite c decidano di dare alla luce il proprio bimbo attarverso un parto cesareo per limitare il rischio di contatto del bebè con il sangue materno, ma sarà il medico a consigliare caso per caso se è necessario ricorrere al cesareo.
I fattori che possono aggravare il rischio di contagio sono:

  • Viremia materna, ovvero la presenza nel sangue del virus attivo. Anche se non è possibile azzerare il rischio di contagio, in una mamma senza virus in circolo il rischio si avvicina allo 0%.
  • Tossicodipendenza materna
  • Coinfezione con virus HIV


Epatite C e allattamento

Una preoccupazione ulteriore che riferiscono molte mamme affette da epatite C riguarda il desiderio di allattare al seno il proprio bimbo. È possibile farlo senza mettere a rischio la salute del bebè?
L'allattamento al seno viene consigliato, dal momento che nessuno studio ha dimostrato che esso aumenta il rischio di trasmissione. Solo se la madre ha sviluppato epatite acuta C nel terzo trimestre di gravidanza o se vi sono ragadi importanti al capezzolo è preferibile scegliere l’allattamento artificiale per non rischiare di contagiare il bebè.

Credits: Foto di @jtbean | Unsplash


Quali precauzioni è necessario o consigliabile prendere per non trasmettere l'infezione del virus dell'epatite C?
Prima di tutto non bisogna dimenticare che la trasmissione del virus avviene attraverso il contatto col sangue infetto, è quindi importante evitare tutti quei comportamenti che possono far entrare in contatto il bebè col sangue della mamma o del familiare affetto da epatite C.
In particolare è fondamentale evitare la condivisione di oggetti personali, come ad esempio lo spazzolino da denti, che possono essere i responsabili di trasmettere l'infezione.

Se nonostante le precauzioni avviene il contagio e il neonato risulta affetto da epatite C a quali conseguenze potrebbe andare incontro?

Le conseguenze al fegato causate dal virus dell'epatite C sono di solito di modesta entità durante l'infanzia e normalmente non si riscontrano sintomi importanti dell'infezione. Tuttavia l'epatite C non guarisce spontaneamente e tende a cornicizzare o sfociare in cirrosi, per cui richiede un controllo periodico esaustivo dello stato del fegato.

Di © Riproduzione Riservata
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