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Colestasi gravidica: un prurito pericoloso

Una patologia che può colpire le donne durante la gravidanza e che non deve essere trascurata perché potrebbe causare seri problemi al nascituro. Vediamo insieme di cosa si tratta, quali sono i sintomi e come curarla

Colestasi gravidica: un prurito pericoloso

La colestasi gravidica o intraepatica è una malattia che può insorgere nel secondo e terzo trimestre di gravidanza causando una stasi di sali biliari nel fegato, con conseguente prurito; si tratta di una patologia piuttosto rara che però quando colpisce può mettere a rischio la salute del neonato.

Cause e sintomi
Pare che le donne colpite da colestasi gravidica siano sensibili agli steroidi (estrogeni, progesterone e cortico-steroidi), ormoni che durante i 9 mesi vengono prodotti in quantità sempre maggiore, determinando l'accumularsi di bile nel fegato. I sali biliari riversandosi nel sangue e nei tessuti provocano irritazione ai nervi periferici, dando una forte sensazione di prurito.
A differenza del normale prurito che può colpire le donne in dolce attesa, le gravide con colestasi avvertono questa sensazione soprattutto di notte, prima sulla pianta dei piedi, poi alle mani ed infine su tutto il corpo. Dopo 25 giorni dall'inizio del prurito, gli esami che controllano il dosaggio della bilirubina e delle transaminasi, solitamente confermano la concentrazione di bile nel fegato.


Predisposizione genetica
Pare che la colestasi abbia delle origini genetiche: ci sono infatti zone del mondo dove questa patologia è più frequente rispetto ad altre ed è probabile che si presenti se qualcuno in famiglia ne ha sofferto. Inoltre sono più a rischio le gravidanze gemellari, poiché c'è maggior produzione di estrogeni che vanno a sovraccaricare il fegato.


Rischi
Secondo studi recenti i maggiori rischi sono per il nascituro; la madre però potrebbe avere delle emorragie post partum a causa del mal assorbimento della vitamina K. Quindi è sufficiente dare alla donna questa vitamina poche settimane prima di partorire, in modo da evitare l' inconveniente.
Per il nascituro, invece, la colestasi gravidica è più pericolosa perché, se trascurata, può causare sofferenza fetale, morte endouterina, asfissia neonatale. Ciò accadrebbe perché l'eccesso di acidi biliari nel sangue diminuisce la sostanza prodotta dal feto che aiuta lo sviluppo polmonare e consente al piccolo di respirare autonomamente quando nasce.


Cure

Per alleviare il prurito e migliorare i parametri fetali, il farmaco che ad oggi sembra essere quello con meno effetti collaterali è l'acido ursodesossicolico. Inoltre le donne con colestasi gravidica devono sottoporsi a più esami e controlli durante la gestazione rispetto a chi non ne soffre e, secondo le linee guida internazionali il parto non va posticipato oltre la 37esima settimana.

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