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Citomegalovirus in gravidanza: un possibile pericolo per il bebè

Se in condizioni normali questo virus difficilmente causa serie conseguenze, le donne in gravidanza devono stare attente a non contrarlo, perché potrebbe essere pericoloso per il nascituro

Citomegalovirus in gravidanza: un possibile pericolo per il bebè

Il citomegalovirus è un virus appartenente alla famiglia degli herpes che solitamente causa una malattia non grave, a meno che a contrarlo siano le donne incinta. In questo caso l'infezione potrebbe essere pericolosa perché il virus può intaccare la placenta e arrivare al feto. Ma quali sono i rischi se il citomegalovirus si contrae in gravidanza? Cosa fare?


Quando è stato contratto il virus?
Se la donna contrae per la prima volta nella vita il citomegaloviru in gravidanza, può capitare che vi siano conseguenze negative per il feto; una percentuale che va dal 3 al 6 % potrebbe avere lesioni del sistema nervoso centrale, ritardo mentale, sordità e cecità. Purtroppo però questi danni sono visibili solo alla nascita e in alcuni casi quando il piccolo ha già qualche mese.
Se invece, il contagio era avvenuto prima che la donna rimanesse incinta e durante la gravidanza si ha una re-infezione, sarà più raro che il virus intacchi il feto.
L'unico modo per capire quando si è contratto, dal momento che solitamente i sintomi del citomegalovirus non sono specifici, è attraverso un esame del sangue che va ad accertare la presenza di anticorpi per il CMV. Gli anticorpi igm testimoniano se c'è stata un'infezione recente e quelli Igc, invece, segnalano se l'infezione è stata presa nel passato.



Come evitare il contagio
Questo virus si contrae stando a contatto con persone infette, attraverso saliva, urine, sangue e rapporti sessuali. Dal momento che ad oggi non esistono farmaci in grado né di prevenire né di curare il virus, l'unico modo per evitare di prendere il citomegalovirus in gravidanza è prestare attenzione ad alcuni comportamenti. Le donne in attesa dovrebbero evitare di stare troppo a contatto con bambini al di sotto dei tre anni (più facile in queste situazioni toccare urina e saliva), baciare i piccoli sulla bocca e condividere con loro spazzolini e stoviglie. Inoltre è fondamentale lavare frequentemente le mani con sapone e disinfettanti.


Come diagnosticare se il feto ha contratto il virus
L'unico esame in grado di diagnosticare se c'è stata trasmissione di citomegalovirus dalla madre al feto è l'amniocentesi, da effettuare non prima della 21esima settimana di gestazione e non prima di 6 settimane da quando la donna ha contratto il virus.
L'ecografia, invece, consente di individuare eventuali anomalie del feto che possono essere state causate anche dal virus.
Alla nascita, infine, un esame del sangue al bambino potrà rivelare se è stato contratto il virus.
È comunque importante sottolineare, che non sempre quando una donna è affetta da citomegalovirus in gravidanza, il nascituro avrà conseguenze negative. È però fondamentale che la donna parli con il suo medico ed eventualmente con alcuni specialisti.

Di © Riproduzione Riservata
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