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Aborto terapeutico

Una nuova voce che spezza il silenzio sull'aborto terapeutico.

Aborto terapeutico

Un tema delicato, quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi, ma chi vive questa esperienza spesso si trova in una gabbia e l'unico modo per uscirne è parlarne. Per questo motivo Simona Sparaco ha scritto il libro Nessuno sa di noi, edito da Giunti, per aiutare chi si appresta a vivere o ha già vissuto questa terribile esperienza.

Questo libro ti colpisce per due motivi: innanzitutto è una grande storia d'amore e poi affronta un tema di cui nessuno vuole mai parlare, l'aborto terapeutico, soprattutto nel caso di gravi patologie del feto. I protagonisti della storia, Luce e Pietro, scoprono a gravidanza inoltrata che il bambino che aspettano è affetto da una gravissima malformazione, ma i termini per l'interruzione di gravidanza stabiliti dalla legge italiana sono ormai scaduti e la coppia è costretta ad andare all'estero per ricevere assistenza. La decisione da prendere appare più una sorta di eutanasia che un aborto, anche se per il feto non c'è alcuna possibilità di salvezza e se dovesse sopravvivere alla nascita andrebbe incontro a una vita breve e dolorosa.

Argomenti e questioni sulle quali bisognerebbe interrogarsi, scardinare i preconcetti e i falsi giudizi, ma che nella realtà vengono lasciati nascosti, sotterrando di vergogna chi si trova a vivere simili situazioni. Per questo è importante parlarne e essere informati.


L'aborto terapeutico: cos'è?
L'aborto terapeutico è un'interruzione di gravidanza volontaria, effettuata a scopi medici per preservare la salute della donna e evitare la crescita di un feto affetto da gravi malformazioni.
La legge italiana consente l'intervento entro i primi tre mesi di gravidanza e in casi medici gravi prolunga questo termine di altri 180 giorni, solo però dopo accertamenti sanitari e consulenze specialistiche. I motivi per i quali solitamente viene utilizzato l'aborto terapeutico riguardano patologie della donna, quali gravi malattie cardiovascolari e renali o tumori; oppure patologie del feto, come i disordini cromosomici e metabolici, difetti neurologici e malformazioni.

Come avviene
L'interruzione di gravidanza a fini terapeutici può avvenire in vari modi: tramite svuotamento in anestesia parziale, con aspirazione del feto o dell'embrione, oppure attraverso l'uso della pillola abortiva Ru 486, che induce il distacco del feto dall'utero.


Nessun giudizio
Il libro non vuole dare giudizi o consigli, ma semplicemente aiutare a conoscere e capire; in una società dove si fanno indagini prenatali, talvolta anche invasive, per accertarsi che il feto sia sano, e poi in caso contrario si viene lasciati soli a navigare in internet per cercare storie simili.
Di fronte a un evento di questo genere non ci sono scelte giuste o sbagliate e ogni storia è a sé, così come ogni diagnosi.
Il modo per affrontare una simile situazione è parlarne per accettare il prima possibile quanto accaduto; non darsi e dare colpe e nemmeno nascondere la sofferenza chiudendosi in una gabbia.


Un aiuto
Prima di questo libro l'unico modo per parlare dell'argomento erano i numerosi forum su internet: spazi dove genitori, donne, coppie si confrontano riguardo alle proprie esperienze in tema di aborto terapeutico e gravi malformazioni fetali. Vengono suggeriti i Paesi in cui praticare l'aborto oltre la ventitreesima settimana di gestazione: Francia, Spagna, Svizzera o Gran Bretagna, proprio il Paese scelto dalla coppia del libro, perché qui non esiste limite di tempo per l'interruzione di gravidanza se la vita della donna è in pericolo o il feto ha gravi patologie.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  aborto  
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