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Terzo genitore

Fare da padre o madre ai figli del partner è un’esperienza per cui non ci sono né regole né guide, in cui ogni componente della nuova famiglia deve trovare da sé il difficile equilibrio tra accettare ed essere accettati.

Terzo genitore

 

Famiglia ricomposta

Se nella famiglia tradizionale i ruoli sono chiari e definiti all’origine, nelle famiglie ricomposte questa chiarezza non c’è e colui o colei che vive con i figli del partner o li frequenta, molto spesso può avere difficoltà a collocarsi e ad individuare una linea di condotta coerente. È facile ondeggiare tra eccessi di ruoli e fastidiose marginalità che possono sfociare nel disinteresse. Ecco alcuni consigli per cercare di costruire un buon rapporto con i figli del compagno.

 

 Empatia

Sapersi mettere nei panni degli altri è molto importante, per esempio cercando di immaginare le reazioni, i pensieri e le sensazioni che si avrebbero se si fosse al posto del bambino o del ragazzo che ci sta di fronte. Più si è capaci di un atteggiamento empatico, migliori sono i rapporti.

 Bambino che urla

Attenti agli atteggiamenti difensivi

Gli adulti dovrebbero riuscire a non reagire difensivamente quando un ragazzino lo mette alla prova. Quando un bambino grida alla moglie di papà “non mi toccare” o “vattene via”, bisognerebbe capire quali timori si nascondono dietro a queste frasi. Chi non sta sulla difensiva capisce senza contrattaccare, ma è giusto far capire al bambino che bisogna rispettarsi a vicenda, anche se non si è d’accordo con il punto di vista dell’altro.

 

 Non giudicare

Gli apprezzamenti possono essere diretti e indiretti, e i secondi in genere feriscono maggiormente. È importante cerare di trattenersi dal dare giudizi negativi, soprattutto all’inizio, se si vuole costruire un buon rapporto.

 Disponibilità

Essere ben disposti

Il terzo genitore, dovrebbe accettare i figli del partner per quello che sono, senza stabilire condizioni o insistere perché adottino il suo stesso stile nel fare le cose. Aver fiducia nelle loro capacità, dare loro credito quando fanno delle scelte o si assumono delle responsabilità. Rispettare la loro storia familiare e riconoscere il loro bisogno di mantenere dei buon rapporti con entrambi i genitori.

 

 Aprirsi al cambiamento

La famiglia ricostituita è il risultato di una ristrutturazione del sistema famigliare, e il cambiamento mette in discussione molti aspetti della vita quotidiana. Ci può essere una crisi, ma il problema non è la crisi in sé, ma il modo in cui si risponde alle difficoltà. Se non si ha paura di cambiare il clima rimane più rilassato.

 

 Un’identità salda

La consapevolezza di poter sbagliare è importante e va accompagnata dalla fiducia di riuscire a far fronte ai problemi. Chi pensa di non sbagliare mai non fa altro che inasprire i rapporti.

 Il terzo genitore, Vivere con i figli dell'altro di Anna Oliverio Ferraris

 

Ognuno ha le proprie responsabilità

Chi entra in una famiglia dove ci sono dei figli già grandicelli non è responsabile delle abitudini che hanno acquisito nella famiglia di origine. Con il tempo le abitudini e i comportamenti possono cambiare, ma se questo non avviene non sarà colpa sua. È importante che il nuovo componente della famiglia non si accolli responsabilità che non gli appartengono.

Di © Riproduzione Riservata
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