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Spiegare la morte ai bambini

Far entrare in contatto i bambini con il concetto di morte è un processo delicato, quindi meglio affrontarlo con calma e soprattutto con la verità

Spiegare la morte ai bambini

A quale età il bambino è in grado di comprendere il concetto di morte come cosa irreversibile, universale e che consiste nella cessazione delle funzioni vitali? Gli adulti sanno affrontare questo argomento adeguatamente con i bambini?
Come va spiegata la morte?

Ogni bambino è un caso unico, per età e carattere, ma ecco qualche suggerimento per affrontare nel migliore dei modi un difficile momento come la morte di una persona cara, o anche solo la giusta curiosità infantile.

Il concetto di morte per un bambino
Secondo diversi studiosi per comprendere che cos'è la morte è necessario che si sia sviluppato il pensiero operatorio-reversibile, mentre per altri è possibile anche nella prima infanzia, grazie all'uso ottimale del pensiero intuitivo. Tuttavia ricerche più recenti sostengono che a partire dai 2-3 anni il bambino è in grado di farsi un'idea propria sulla morte, ma è solo verso i 6-7 anni che capisce che la morte è qualcosa di definitivo e irreversibile.Il bambino fin da piccolo viene a conoscenza della morte, non solo attraverso la sua esperienza, ma anche tramite i mezzi di comunicazione che ogni giorno parlano di questo evento; quindi è impossibile, anche volendo, sottrarre i figli a queste informazioni. I bambini sanno che esiste la morte ed è normale che ad un certo punto abbiano la curiosità di saperne di più. Ma spesso sono gli adulti ad aver difficoltà ad affrontare questo tema, considerato dalla nostra società come un evento tragico.

Credits: Foto di @congerdesign | Pixabay
Quando parlare della morte
L'età migliore per iniziare a parlare di morte con i bambini è quando loro pongono delle domande; in questi casi non si può non rispondere. Ovviamente non esiste una spiegazione unica di questo concetto, ma il genitore dovrà tenere in considerazione l'età, la maturità affettiva e se c'è o meno un legame con la persona scomparsa. La cosa migliore sarebbe parlare di morte prima che un lutto arrivi in famiglia, ma prendendo spunto magari da un animale morto, o da un vicino di casa etc. lL morte andrebbe spiegata in momenti di serenità e gradatamente, così che il piccolo possa assimilare le informazioni ed eventualmente elaborarle.

Quali frasi usare
Qualunque cosa si voglia dire al bambino, è importante che l'adulto fornisca spiegazioni il più possibile vicino alla realtà. Inutile paragonare la morte al sonno perché il piccolo potrebbe poi aver paura ad addormentarsi; per quanto riguarda le spiegazioni sulla vita dopo la morte, dipendono dalle credenze religiose della famiglia. È importante anche fargli capire che chi è morto non tornerà, ma ci veglierà e rimarrà sempre nei nostri ricordi anche se non è più presente fisicamente.
Altra cosa sbagliata è far credere al bambino che solo le persone anziane muoiono, perché non è la verità. È giusto spiegare che solitamente la morte è la conclusione della vita e spesso sopraggiunge dopo molti anni, tuttavia a volte può riguardare anche persone più giovani.
In questi momenti i bambini potrebbero vivere ansia e angoscia, ma è un processo normale, e non è nascondendo loro la realtà che lo si preserva dalla sofferenza. Spesso poi i piccoli si angosciano se l'adulto nell'affrontare un determinato argomento si fa vedere spaventato, quindi per prima cosa è il genitore a dover accettare questo evento.

Quando la morte riguarda una persona cara
La perdita di una persona cara è un momento delicato per tutti anche per il bambino; in questo caso può essere utile parlare con il piccolo e condividere con lui i ricordi della persona scomparsa. Inutile allontanare il bambino da casa perché il rischio potrebbe essere quello di fargli credere che è una cosa che non esiste e non ne capirebbe il motivo.

Di © Riproduzione Riservata
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