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Bocciature e brutti voti: come comportarsi con le pagelle scolastiche?

Giugno è il mese in cui si tirano le somme dell'anno scolastico: promozioni, bocciature e voti creano sempre discussioni familiari. Ma come dovrebbero comportarsi i genitori?

Bocciature e brutti voti: come comportarsi con le pagelle scolastiche?

Da quando esiste la scuola esiste l'ansia da pagelle scolastiche perché in fondo, studenti e genitori, vivono un pezzo di carta con dei voti come qualcosa che valuta e riassume impegno e capacità.
Solitamente dietro ai risultati si nascondono un'infinità di aspettative che si collegano a un'immagine ideale del proprio figlio e non alla vera identità, ai suoi reali interessi, capacità e anche limiti.
Non solo, se un ragazzo è bravo a scuola si pensa che il merito sia anche dei genitori che sono stati educatori capaci, di contro se vi sono insuccessi si pensa subito di aver sbagliato tutto.
Insomma che lo si voglia o no dietro a delle valutazioni, in numeri o in giudizi, si racchiudono aspettative, delusioni, ansie ma mai si pensa alla cosa più vera: la serenità di uno studente.


Il panico dell'insuccesso
Natalia Ginzburg scriveva:«...quello che deve starci a cuore, nell'educazione, è che ai nostri figli non venga mai meno l'amore per la vita» e non c'è nulla di più vero.
Ovvio che nella vita saper parlare un italiano corretto, contare e conoscere le lingue straniere è molto importante, ma lo è nella stessa misura per la quale un figlio è flessibile, sa adattarsi alle situazioni e ai problemi ed è in grado di accettare sfide e trasformazioni.
Per questo motivo è giustissimo che i figli facciano il loro dovere e si impegnino nello studio, ma quando ci si trova di fronte a pagelle scolastiche non proprio eccellenti bisogna anche farsi delle domande.
Ti piace quello che fai? Sei felice? Sei soddisfatto della tua vita sociale? Sai lavorare in gruppo con i tuoi compagni?
Capire ciò che un ragazzo vive, se ha delle soddisfazioni sportive, musicali, sociali e non solo scolastiche, è importante.

Come comportarsi
Mamme e papà, durante tutto l'anno scolastico dei figli e non solo quando si ritira una pagella, dovrebbero ricordarsi che un 4, un 6 o un 10 non riassumono perfettamente una persona e ciò che sarà nella vita.
Soprattutto non sono giudizi relativi a ciò che prova e a ciò che è, perché quotidianamente bimbi e ragazzi devono affrontare sfide che non possono essere concentrate in un voto.
Pertanto alla fine di un anno scolastico i genitori dovrebbero modificare l'immagine ideale che hanno del proprio figlio e imparare a guardarlo senza preconcetti, desideri o aspettative.
Lo strumento di misura non deve essere la pagella scolastica ma i suoi reali interessi, le sue competenze e suoi blocchi. In questo modo il voto resta un voto che giudica un compito svolto ed è indice di un apprendimento che può essere migliorato con l'impegno e l'aiuto e non è la valutazione della persona.


L'importanza del percorso non della meta

Le pagelle scolastiche servono, non vanno abolite, ma ciò che genitori, educatori ed insegnanti dovrebbero tenere in considerazione è che nella vita reale e in quella della scuola sono importanti i percorsi e non solo le mete.
L'anno scolastico deve essere un percorso di arricchimento, di possibilità per sviluppare le proprie capacità, competenze e potenzialità.
Il ragazzo è stato bocciato o ha dei brutti voti? Cercate di capire insieme a lui se dietro ad un basso rendimento si nasconde solo il poco impegno o se c'è dell'altro.
Ma non fate mai paragoni con voi stessi, con i fratelli, con gli amici perché ognuno è unico e le potenzialità di ciascuno si scoprono solo dialogando.

Di , © Riproduzione Riservata
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