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La non violenza si impara in famiglia

Come educare fin da piccoli i bambini al rispetto e alla non violenza

La non violenza si impara in famiglia

Anche nell'ultima giornata contro la violenza sulle donne è stato ribadito che il primo passo per prevenire le brutalità è educare i figli in un certo modo.
Oggi un'italiana su tre è vittima di molestie, a volte con esiti tragici, e le donne muoiono quasi più per colpa dei delitti passionali che per malattie o incidenti, e nel 70% dei casi la mano assassina è quella dell'uomo che hanno amato.
Cosa fare per bloccare queste stragi silenziose?


In casa solo buoni esempi

Educare alla non violenza significa educare all'affettività sana ed equilibrata, alla sessualità rispettosa dell'altro, alla parità tra uomo e donna. Si tratta di valori che vanno trasmessi ai bambini fin da piccoli, raccontando loro del modo in cui sono nati: se mamma e papà non si fossero trattati con amore, rispetto e benevolenza, oggi non ci sarebbe il frutto della loro unione. La famiglia dovrebbe essere il primo esempio di rapporto equilibrato tra uomo e donna. Le mamme dovrebbero trasmettere l'idea che i sentimenti vanno valorizzati e non bisogna vergognarsi di esprimerli. Il papà è il modello di riferimento maschile e dai suoi comportamenti e dal suo modo di relazionarsi con la compagna i figli imparano ad approcciare l'altro sesso.

Giocare con l'altro sesso
Fin dai primi anni di vita i bambini dovrebbero essere abituati alla commistione tra i sessi, giocando insieme e usando giocattoli “neutri”, non esclusivamente da maschio oesclusivamente da femmina. È bene ogni tanto anche proporre scambi di giochi tra fratelli e sorelle e far conoscere prima possibile al bambino il piacere della compagnia e del contatto con l'altro genere, senza paure e pregiudizi.

Credits: Foto di @Gaby Stein | Pixabay
Messaggi di uguaglianza
Dai 6 anni in poi è facile che i bambini vivano una sorta di frattura con il genere opposto; le bambine formano gruppetti ristretti, i maschietti rifiutano tutto ciò che associano alla femminilità come giochi, colori, indumenti. Benché si tratti di una fase normale della crescita, è importante che i genitori spieghino che certi epiteti sono inopportuni e offensivi. Mamma e papà dovrebbero sforzarsi di trattare i loro figli allo stesso modo, senza distinzioni di genere e gli adulti stessi dovrebbero mostrarsi intercambiabili nei loro ruoli: il papà può fare le pulizie e la mamma cambiare la lampadina. Solo vivendo con spontaneità queste situazioni si possono superare preconcetti e divisioni.

Insegnare i no
Molti uomini violenti sono in realtà persone deboli e senza autostima, incapaci di gestire le frustrazioni. Non avendo una struttura di personalità forte che li sostiene, di fronte ad una delusione amorosa, un rifiuto o un abbandono reagiscono attaccando. Per questo sono importanti i “no” per i bambini: insegnano ad incassare i fallimenti, mentre i piccoli assecondati e viziati in ogni loro richiesta diventeranno adulti pretenziosi ed egoisti che non sapranno fronteggiare una risposta negativa o un rifiuto.

Credits: Foto di @ambermb | Pixabay
Cosa insegnare alle bambine
Dignità, rispetto di se stesse e indipendenza sono i valori da trasmettere alle bambine. Per quanto riguarda il diritto di espressione di sé, c'è un confine tra innocenza e malizia che spesso è labile. Ciò che per una donna è un semplice ammiccamento o un modo di atteggiarsi, può essere interpretato da uno spasimante come un tacito invito a farsi avanti. Alle ragazze bisogna far capire che devono sentirsi libere di esprimersi come vogliono, ma evitando di esporsi ai rischi. Ogni persona ha il dovere di proteggersi e volersi bene, è questo il vero senso del pudore.
D'altro canto le mamme non devono essere troppo protettive: impedire alle figlie di uscire non le proteggerà per sempre.

Di © Riproduzione Riservata
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