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Esiste il figlio preferito?

I genitori fanno fatica ad ammetterlo e talvolta anche solo a pensarlo, ma il “cocco” di mamma o di papà esiste. Spesso capita che i genitori si sentano più vicini a uno dei figli, non significa che vogliano meno bene agli altri, ma è una questione di feeling. Vediamo insieme perché capita e come non avere sensi di colpa.

Esiste il figlio preferito?

Il senso di colpa
Avere un debole per un figlio in particolare è normale e non bisogna vergognarsi; l'importante è cercare di equilibrare le attenzioni perché un atteggiamento di parte a lungo andare nuoce a tutti. A soffrirne di più poi da grande potrebbe essere proprio il figlio prediletto.
E per quanto umano possa essere il favoritismo tra i figli scatena terribili sensi di colpa nelle mamme che spesso, per la vergogna, nascondono queste sensazioni. Tuttavia essere consapevoli delle proprie debolezze è positivo perché indica un'attenta riflessione sul proprio impegno di genitore, la volontà di mettersi in discussione e di sopperire a eventuali mancanze nei confronti degli altri figli.
Esiste il figlio preferito
Preferito non significa amato di più
In tutte le relazioni affettive preferenza significa affinità, vicinanza di carattere e simpatia; ogni persona fa le sue distinzioni: per esempio si condividono interessi e passatempi con alcuni amici ma ci si confida con altri, ciò fa parte della natura umana e spiega perché non siamo tutti uguali. Anche nel caso dei figli, prediligerne uno significa sentirsi più vicini a lui perché rispecchia alcuni tratti del proprio carattere , ha le stesse passioni, condivide la stessa visione del mondo. Avvicinarsi a chi si sente uguale a sé è un comportamento naturale: si chiama feeling.
In realtà l'amore è un'altra cosa, perché amare un figlio significa cercare di rispondere ai suoi bisogni, e non solo avere con lui del feeling. E siccome nella vita i bisogni del figlio cambiano in relazione alla sua fase di crescita e ai problemi che incontra, il compito del genitore è andare incontro alle richieste di affetto e accudimento del bambino, nel momento in cui si manifestano.

Ogni bambino è a sé

Esiste il figlio preferitoLe differenze tra i figli cominciano già nel pancione; ogni bambino infatti, arriva in una fase diversa della vita : età, preparazione all'evento, eventuali esperienze precedenti, stabilità affettiva con il partner, e circostanze in cui è avvenuto il concepimento. E da quel momento in poi il rapporto genitore-figlio rimarrà unico e speciale, ma più che di preferenza sarebbe giusto parlare di diversità, che è un valore positivo nelle relazioni perché fa sentire ogni persona originale, irripetibile e mai uguale alle altre.
Invece di attanagliarsi con i sensi di colpa alla ricerca dell'uguaglianza tra i figli, i genitori dovrebbero valorizzare ciascun individuo e il sentimento che li lega a loro, convincendoli che ciò che si prova per uno non sarà mai uguale a quello per gli altri. In questo modo i piccoli avranno maggior autostima e sapranno di essere amati per quelli che sono.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  fratelli   figli  
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