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Co parenting, un nuovo modo di essere genitori

Nell'era della condivisione di beni e competenze, come il carpooling o il co-working, pare che la nuova tendenza per chi desidera essere genitore ma non ha un compagno/a, sia quella del co parenting, ovvero diventare madri e padri senza fare coppia, ma condividendo le responsabilità genitoriali. È una situazione diversa dal voler fare e crescere un figlio da soli, vediamo perché e di cosa si tratta nello specifico.

Co parenting, un nuovo modo di essere genitori

In Italia il primo sito dedicato alle famiglie alternative si chiama www.co-genitori.it e ad oggi conta quasi 100.000 iscritti. È sufficiente registrarsi e la rete poi metterà in collegamento i genitori o futuri genitori che desiderano crescere un bambino. Il sito non si rivolge solo agli omosessuali, che non possono avere dei bambini se non attraverso tecniche di procreazione assistita o uteri in affitto, ma a tutti coloro che non desiderano vivere in coppia per altre ragioni.

Sul sito web si trovano inoltre consigli e informazioni sulle leggi italiane riguardo la genitorialità condivisa, oltre che sulla donazione di sperma e sulla fecondazione assistita.

È anche possibile leggere le testimonianze di coloro che hanno vissuto questa esperienza ed oggi si trovano a crescere un bambino insieme senza fare coppia.

Chi sono questi genitori?
Le persone che decidono di condividere la genitorialità sono quasi sempre uomini o donne dai 35 ai 45 anni, manager o donne in carriera che sanno di non avere ancora molto tempo a disposizione per poter procreare, soprattutto per le donne, che hanno un orologio biologico differente rispetto agli uomini. Oppure ci sono uomini che non desiderano fare i padri single, ma non cercano relazioni stabili, e poi gay o lesbiche che desiderano essere genitori.
Però tutti cercano un'altra persona con la quale condividere la crescita di un bambino, sia da un punto di vista finanziario che morale ed educativo. L'amore tra uomo e donna, in questo caso, non è indispensabile, ma è importante il rispetto, l'impegno e l'affetto per il nascituro.

Credits: Foto di @Andrea Piacquadio | Pexels
Come avviene il concepimento?
Quando si è individuato il possibile co-genitore, bisogna poi stabilire il metodo di concepimento; gli esperti solitamente suggeriscono l'inseminazione artificiale, ma i due “genitori” possono anche scegliere il caro e vecchio buon sesso. Altri decidono per un'inseminazione “casalinga”, ovvero la donna si inietta lo sperma con l'uso di una siringa.

E dopo il concepimento?
Se il concepimento va a buon fine, spesso i genitori decidono di vivere nello stesso quartiere, se non addirittura nello stesso palazzo, e si dividono in maniera equa doveri e piaceri della genitorialità. Da un punto di vista sentimentale sono liberi di poter frequentare chi vogliono, sempre che questo non arrechi danno al figlio.
Ovviamente c'è chi critica e non concepisce questo fenomeno; in realtà non sta a noi giudicare.
La cosa importante è che il bambino cresca sereno, con una mamma e un papà che gli vogliono bene e si occupino di lui e non gli facciano mancare nulla né da un punto di vista affettivo né economico.
Qualcuno può poi pensare si tratti di un atto egoistico e che i figli vanno fatti per completare l'amore di una coppia, ma qualcun altro potrebbe obbiettare che allora, in caso di figli, le coppie non dovrebbero nemmeno mai separarsi, perché il bambino potrebbe soffrire.
Quindi, come per tutte le situazioni, ognuno può avere la propria opinione; nel caso del co parenting la cosa fondamentale è però la serietà e l'impegno, insieme al rispetto totale per il bambino che nascerà.

Di © Riproduzione Riservata
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