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Che tipo di genitore sei?

Non è facile essere genitori, nessuno può insegnarcelo, ma potrebbe servirci qualcuno dei consigli di questo articolo

Che tipo di genitore sei?

Noi psicologi raccomandiamo sempre che un bravo genitore è colui che ascolta, sgrida e coccola. Mai come in questo periodo, si discute tanto di modelli genitoriali, c'è chi non transige su regole e disciplina e chi proprio non riesce a sgridare i figli. Chi ha ragione?
Vediamo insieme quattro modelli genitoriali con pro e contro, paragonandoli simpaticamente al mondo animale che, come si potrà vedere, ha in questo ambito molte similitudini con quello umano.
Ecco mamma, papà e cuccioli a confronto.

Mamma cocker
La mamma cocker dispensa grandi quantità di affetto e carezze ed è sempre pronta a perdonare; le rare punizioni sono poi seguite da coccole e il suo motto è essere presente con i figli in ogni caso, nonostante gli impegni e a costo di fatiche e sacrifici.
Con queste mamme sono i figli che determinano cosa è meglio per loro e i pargoli sono i sostituti di amiche o mariti.
Il rischio principale di questo metodo educativo è quello di responsabilizzare troppo i bambini, togliendo loro il ruolo di figli per trasformarli in consiglieri o amici. Il vantaggio è però l'approccio rispettoso dell'individualità del bambino: avere una mamma che ascolta, che permette al figlio di essere se stesso e che viene accettato per ciò che è, sicuramente si rivela un fattore positivo.
 

Credits: Foto di @John French | Pixabay


Papà orsetto
Il papà orsetto è protettivo e a volte anche un po' soffocante; cerca in ogni modo di rendere più semplice la vita dei figli, li coccola tanto ed è sempre pronto a consolarli quando non raggiungono un obiettivo o ricevono una delusione. È un padre che asseconda sempre, in ogni cosa.
Il problema è che non mettere il bambino davanti a regole e divieti non solo toglie equilibrio ai ruoli all'interno della famiglia, ma impedisce ai ragazzi di sperimentare le frustrazioni di non poter fare tutto ciò che si vuole, mentre nella vita è fondamentale sperimentare anche questo stato d'animo, altrimenti diventeranno adulti fragili e incapaci di gestire le difficoltà. Certamente avere un padre accogliente e affettuoso dà al bambino un senso di protezione e sicurezza, ma ciò non significa che quando è necessario il padre non debba anche dare regole.

Mamma tigre
La mamma tigre è severa e inflessibile, basa l'educazione dei propri figli su regole e disciplina. È una donna super organizzata, che programma nei dettagli tutte le attività di famiglia e se i figli non danno il massimo in ogni campo li punisce duramente. È un modello che segue la logica della fatica: gli obiettivi vengono spinti sempre più in là e la ricompensa forse non ci sarà mai perché difficilmente questa mamma è soddisfatta.
Il problema di questo metodo educativo è che i traguardi sono difficilmente raggiungibili. Il vantaggio, invece, è che si avranno figli educati, bravi a scuola, mai fuori posto, ma saranno dei cloni o riusciranno ad elaborare un proprio pensiero?

Credits: Foto di @Heidelbergerin | Pixabay
Papà aquila
È l'equivalente maschile della mamma tigre: impone una ferrea educazione, di stampo quasi militaresco, ed è convinto che questa rigidità aiuti i figli ad affrontare meglio le difficoltà e gli ostacoli e a tenersi lontano dai pericoli.
Il pericolo è che i figli sviluppino un marcato senso di onnipotenza e quindi di fronte alle difficoltà rischiano di rimanere delusi e non sono capaci di reagire. Avere sempre qualcuno che decide per noi e che ci inculca l'idea che se saremo perfetti avremo una vita perfetta, impedisce di capire chi siamo e di sviluppare senso critico. Il risultato è che davanti al primo impedimento si crolla. Le regole, come abbiamo precedentemente ricordato, sono fondamentali, ma vanno applicate in modo intelligente e misurato, facendole capire al figlio.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  genitori  
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