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Genitori di bambini down: dallo schock all'amore incondizionato

Scoprire di avere un bambino disabile inizialmente può sconvolgere la coppia e la famiglia ma con il tempo questa esperienza fortifica e unisce facendo capire che spesso un bambino con handicap è una risorsa e non un impiccio

Genitori di bambini down: dallo schock all'amore incondizionato

Quando i medici, alla nascita o in seguito agli esami genetici prenatali, comunicano ai futuri mamma e papà che il figlio che sta per nascere è affetto da trisomia 21, il mondo può crollare addosso. È come svegliarsi da un bel sogno e scoprire che tutte le fantasie avute fino a quel momento non potranno mai avverarsi.

Bisogna ripensare a tutto, rivedersi in un ruolo differente e quello che più spaventa è il timore di non farcela.
Cosa significa essere genitori di bambini down? Come cambiano i rapporti in famiglia e con eventuali fratelli? Che impatto ha la disabilità sulla coppia?


Prima fase: l'accettazione
Quando si scopre che il proprio bambino è “diverso” da quello che ci si è immaginati si vive un vero e proprio shock; i sentimenti iniziali sono di rifiuto, disperazione, smarrimento e il pensiero prevalente è “ce la farò a volergli bene”? In questa fase è fondamentale avere una rete parentale solida, documentarsi, parlare con i medici e con altri genitori di bambini Down per capire come affrontare al meglio la situazione. Spesso dopo lo sgomento in mamma e papà scatta l'accettazione e si inizia ad amare quel figlio in modo completo.

Credits: Foto di @Laura21de | Pixabay

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