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Affido condiviso: quando i genitori separati hanno le medesime responsabilità

Sebbene siano passati 12 anni dall'entrata in vigore della legge sulla bi-genitorialità sono ancora poche le mamme e i papà separati ad utilizzare questa possibilità di affidamento condiviso dei figli. Di cosa si tratta? E perché è così difficile mettere in atto questa opportunità?

Affido condiviso: quando i genitori separati hanno le medesime responsabilità

Un tempo quando i genitori si separavano i figli restavano il più delle volte nella casa coniugale con la mamma, che si occupava di loro per la maggior parte del tempo, prendeva decisioni e stabiliva regole.
Il papà, quando le cose andavano bene, li vedeva 6/7 volte al mese, 15 giorni durante le vacanze estive e a turni per Pasqua e Natale.
Ovviamente questa modalità spesso ha reso difficile la creazione di solidi rapporti padri-figli ma soprattutto impediva alla figura maschile di assumersi le responsabilità educative.
Per questo motivo molti giudici hanno iniziato a proporre l'affidamento condiviso, in cui secondo la legge 54 del 2006  , entrambi i genitori devono essere alla pari nella responsabilità educativa e di accudimento.

La bi-genitorialità
Mamma e papà dovrebbero essere uguali di fronte al proprio bambino; a meno che non ci siano valide ragioni nessuno è preferibile all'altro nel crescerlo e nel prendersi cura di lui.
L'affidamento condiviso vuole superare il principio di “maternal preference” spesso scelto dai giudici e desidera calcare la mano sull'importanza della bi-genitorialità o parità genitoriale, molto diffusa in diversi Paesi Europei.
Ciò che anche gli esperti consigliano è che i minori passino il medesimo tempo con mamma e con papà perché in questo modo gli si consente di crescere e condividere le emozioni quotidiane con entrambi.
Inoltre gli adulti devono prendere insieme ogni decisione importante (istruzione, regole educative, salute), tenendo in considerazione anche i desideri e le aspirazioni dei figli.
Sebbene molte famiglie temono che cambiare di continuo ambiente faccia soffrire i bambini, in realtà è dimostrato che in questo modo diminuiscono le problematiche emotive e comportamentali dei minori.

Credits: Foto di @faithfinder06 | Pixabay
Difficoltà dell'affidamento condiviso
Spesso si fatica ad applicare la bi-genitorialità perché molte mamme non riescono a “fidarsi” degli ex compagni, temono che con loro i figli crescano male, ma sbagliano perché la figura paterna è importante tanto quella materna.
Poi, per le donne che hanno sempre e solo accudito i propri bimbi, c'è la difficoltà di ritrovarsi con molto tempo libero e tanti spazi vuoti. Questa però dovrebbe essere l'occasione per iniziare una nuova vita, magari una nuova relazione e un nuovo lavoro.
L'altra criticità che si riscontra nell'affidamento condiviso è la difficoltà che molti papà hanno nel far coincidere la gestione quotidiana dei figli con il loro lavoro.
Infine, il più delle volte, l'impossibilità ad applicare questa modalità in seguito alle separazioni è causata dalle continue liti sulle questioni pratiche, sulle nuove vite sentimentali degli ex, e la mancanza di disponibilità di alcuni genitori ad andarsi incontro.

Di , © Riproduzione Riservata
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