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Addio alla paghetta per i figli

Tempo di crisi per tutti, dai negozianti che abbassano le saracinesche alle famiglie che tirano la cinghia cercando di fare economia la dove possibile, riducendo quelle che sono alcune spese giudicate superflue, come ad esempio, la paghetta per i figli.

Addio alla paghetta per i figli

Secondo le ultime indagini condotte da Telefono Azzurro, molte famiglie italiane cercano di fare economia riducendo spese prima dedicate allo svago, al cinema, al divertimento, ma anche spese accessorie, come ad esempio la paghetta data ai figli più grandicelli.

E' sempre più dura la situazione economica e alcuni genitori hanno visto il proprio posto di lavoro vacillare, la cassa integrazione e, nella peggiore delle ipotesi, il licenziamento.
In tutti questi casi, ma anche in altre circostanze di crisi, la paghetta prima dedicata ai figli più grandi, preadolescenti e adolescenti, è diminuita o addirittura è proprio stata eliminata!

La rinuncia volontaria
Solo un terzo degli adolescenti ha deciso volontariamente di rinunciarvi, capendo in modo saggio la situazione, osservando e ascoltando i propri genitori e vendendo tutti i sacrifici che si andavano a fare. In modo molto maturo i figli hanno parlato con i genitori e hanno deciso di rinunciare a qualche soldino in più per le proprie uscite, dimostrando una modalità di aiuto verso il proprio nucleo famigliare.


Arrivare a fine mese
Sempre più famiglie italiane fanno fatica ad arrivare a fine mese; questa situazione crea uno scenario avvertito e vissuto come inquietante dai più giovani, infatti il 59% dei ragazzi intervistati dice di non avere fiducia nel futuro poiché non vi saranno prospettive, soprattutto in ambito lavorativo.

Figli della precarietà
Il Telefono Azzurro, insieme all'Eurispes, ha condotto questa interessante ricerca, portando in evidenza i dati raccolti con le interviste, che portano in primo piano umori e stati d'animo dei nostri ragazzi.
Il 28% dei bambini ha deciso di rinunciare alla mini-paghetta, così come il 50,1% degli adolescenti ha preso la medesima decisione. Piccole ma grandi decisioni, per aiutare i genitori!
Ed ecco in questo scenario apparire delle figure di grande conforto e aiuto, i nonni, che spesso intervengono a sostenere sia moralmente sia economicamente i figli ed i loro nipoti.


Come spiegare la crisi ai figli?
La prima regola è, a mio avviso, dire sempre la verità, che non vuol dire scaricare ansie e angosce sui ragazzi, ma semplicemente non nascondere loro le cose. Raccontare che si sta vivendo un momento di difficoltà e come tale va affrontato tutti insieme, come è giusto fare in famiglia.
Tra le varie regole di un nucleo familiare vi è anche quella della collaborazione, dell'impegno verso l'altro, l'aiuto reciproco e il sostegno: quale momento migliore se non questo, per mettere in pratica gli insegnamenti, sia dal punto di vista sociologico sia economico?
Un'altra regola importante per spiegare la crisi è il dialogo, ovvero non tenersi tutto dentro! Responsabilizzare i figli quando si va a fare la spesa spiegando cosa è necessario e cosa invece è superfluo. Ad esempio si può mangiare benissimo a casa e la cena o il pranzo fuori possono essere superflui o eventualmente fatti in caso di compleanni e feste speciali.
Mantenere le abitudini e la routine senza stravolgere tutto perché si è in crisi, mantenere soprattutto e per quanto possibile il loro ritmo di scuola, compiti, attività sportive e via dicendo, per non destabilizzarli.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  paghetta   figli   soldi   risparmio  
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