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Lo sport ideale contro il bullismo: il rugby

Uno sport di gruppo che insegna le regole della convivenza e dell'aiuto reciproco: per vincere è necessario giocare tutti insieme, nessuno escluso!

Lo sport ideale contro il bullismo: il rugby

Sebbene le credenze comuni portino a pensare che il rugby sia uno sport violento, questa attività è l'esatto contrario.
A differenza del calcio, per esempio, in tale disciplina non esiste prevaricazione da parte di chi gioca e di chi guarda, al contrario, si insegna a conoscersi, fare squadra e volersi bene.
A dimostrazione che il rugby è lo sport ideale contro il bullismo è stato anche girato un video che spiega come il mondo della palla ovale sia ostile alla violenza.


I vincitori sono il gruppo e il terzo tempo
Matteo Chiarello, regista e padre di un bimbo di 8 anni che gioca a rugby da 4, ha deciso di fare un omaggio a questo mondo pieno di usanze. Il terzo tempo è obbligatorio, l'avversario va rispettato e le regole si basano sulla non prevaricazione.
Ecco perché ha deciso di girare uno spot che ha come protagonisti piccoli giocatori in cui la palla ovale diventa simbolo e metafora della vita quotidiana: chi vince non è chi prevarica gli altri ma chi fa squadra.
Il video vuole sensibilizzare anche i genitori, perché nel rugby i primi a non dover andare oltre i limiti quando sostengono e incoraggiano i propri figli, devono essere proprio loro.


Progetti di sensibilizzazione
Negli ultimi tempi molte scuole di ogni ordine e grado e le associazioni giovanili stanno promuovendo questa disciplina sportiva per contrastare la devianza giovanile, il bullismo e la dispersione scolastica.
Ogni gruppo è formato sia da maschi che da femmine perché si intende eliminare i pregiudizi che considerano questa attività esclusivamente maschile, inoltre non esistono fattori discriminanti legati al peso o all'altezza ma si è tutti uguali.
Questi progetti sperimentali uniscono una parte didattico-teorica a quella motoria e psicologi da una parte, allenatori dall'altra insegnano le regole, la correttezza ed il sano egoismo.
Il principio base è il rispetto dell'avversario, che prima di essere considerato un nemico deve essere un amico.

Il rugby è considerato uno sport contro il bullismo anche perché non prevede un leader ma un gruppo ed un'attività che prevede il terzo tempo.
Di cosa si tratta? Non solo strette di mano al termine del gioco, ma collaborazione tra le famiglie di entrambe le squadre che preparano cibo e pietanze da condividere alla fine della partita.
Ovviamente ci sono vincitori e vinti ma nessun astio tra le fazioni e i giocatori perché ad avere la meglio è lo sport!

Di , © Riproduzione Riservata
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