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Epistassi bambini

Spesso succede che i bambini abbiamo il naso che sanguina. L'epistassi è un fenomeno comune, da curare senza preoccupazioni eccessive, ma comunque da tenere sotto controllo se si verifica troppo di frequente

Epistassi bambini

Con il termine epistassi si intende una fuoriuscita di sangue dal naso. Nei bambini è un disturbo molto frequente, soprattutto in un'età compresa tra i 2 e i 14 anni. Il fenomeno interessa il 30% dei bambini, almeno una volta nell'arco dei primi 5 anni di vita, e si arriva fino a quasi il 56% di bambini dai 6 ai 14 anni. L'epistassi si presenta soprattutto nella stagione fredda, quando sono in agguato i raffreddori così come altre malattie derivanti comunque sempre dalle vie respiratorie.

Ma come avviene in pratica l'epistassi? Esistono misure di prevenzione? Diciamo subito che l'epistassi, altro non è che la rottura dei vasi sanguigni del naso. Questa rottura può avvenire per via di alcuni movimenti e azioni brusche che compie insistentemente il bambino. Segnaliamo per esempio, come primo fattore, il fatto che il bimbo si metta le dita nel nasino. Meno probabile, ma comunque in buona percentuale, anche il fatto di infilare nel nasino corpi estranei, come possono essere palline e tutti gli oggetti di piccole dimensioni che si possono inserire nelle narici. L'epistassi può manifestarsi anche quando, per via di un raffreddore, il bambino soffia in modo insistente il nasino: lo sforzo del soffiare appunto, può causare il sanguinamento. Al contrario, anche la secchezza nasale può contribuire al manifestarsi dell'epistassi.

Credits: Foto di @ernie114 | Pixabay
Parlavamo prima di prevenzione, ma l'epistassi di per sé non si può prevenire. Tuttavia, è possibile attuare delle misure di prevenzione, come per esempio creare la giusta umidità nella cameretta del bimbo, utilizzando dei deumidificatori. L'eccesso di calore e di conseguenza anche l'esagerazione di esposizione al sole sono da evitare, in quanto sono due fattori che stimolano la dilatazione dei vasi sanguigni e quindi la rottura degli stessi, dando origine all'epistassi. Se invece, il fenomeno si verifica per via della secchezza nasale, la via di prevenzione efficace può essere quella di applicare nelle pareti del naso un'apposita cremina a base di vaselina, per mantenere morbide le pareti nasali.

Ma se ci dovessimo trovare di fronte ad un episodio di epistassi, come dobbiamo comportarci? Per prima cosa, chiediamo al bambino di mettere la testa in avanti, ad esempio sul lavandino o sulla vasca da bagno, e nel frattempo cerchiamo di fargli soffiare il naso. In questo modo si aiuterà ad espellere i coaguli di sangue che si sono formati. Un'altra mossa da fare, è quella di stringergli la parte bassa delle narici (la parte molle) per una decina di minuti. Da ultimo, come in ogni altro caso di emorragia, occorre applicare del ghiaccio sulla fronte per bloccare l'epistassi. Se il fenomeno dovesse continuare per oltre 15 minuti è meglio consultare il pediatra. Se dovesse proseguire, nonostante le cure prescritte, per oltre mezz'ora, è opportuno portare il bambino immediatamente al pronto soccorso.

Da evitare assolutamente invece, alcune mosse che magari potrebbero sembrarci naturali, come quella di portare la testa del bambino all'indietro. È sbagliato tanto quanto continuare a sciacquare il nasino o inserire delle garze all'interno delle narici per tamponare. Alla rimozione delle stesse, potrebbe capitare nuovamente un altro episodio di epistassi. Al termine del sanguinamento non bisogna forzare il bambino a soffiare il nasino, in quanto bisogna permettere ai vasi sanguigni di chiudersi bene, e per questo occorrono all'incirca 4 ore.

Di © Riproduzione Riservata
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