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Balbuzie nei bambini

Un linguaggio non fluente con ripetizione di suoni, parole interrotte e tensione emotiva. Si tratta di un problema che può essere risolto tranquillamente se affrontato con tempestività, comprensione e pazienza

Balbuzie nei bambini

La disfluenza verbale (o balbuzie) è caratterizzata da un eloquio anomalo, non fluente, che mal si accorda con l’età del soggetto-bambino, si manifesta con ripetizioni di suoni, parole interrotte, pause, circonlocuzioni ovvero sostituzioni di parole, parole pronunciate con tensione emotiva.
Meglio  o forse conosciuta come balbuzie, come problema va analizzato e inserito in un determinato quadro analitico da parte di uno specialista, e ovviamente seguito e curato.

I genitori osservano costantemente i loro figli, mentre giocano, mentre parlano o mangiano e quando in uno di questi momenti si nota qualcosa di strano ecco che si alzano da sole le antenne dell’attenzione e spesso della preoccupazione, che il più delle volte è esagerata e per fortuna non giustificata da problemi seri.
Nell’ambito del linguaggio è però vero che a casa o a scuola possono emergere diversi problemi, che se trattati tempestivamente e adeguatamente si possono assolutamente superare, è il caso ad esempio della balbuzie.

Il ruolo del genitore che si trova davanti un bambino con piccole e lievi disfluenze è importantissimo, poiché primariamente si dovrà puntare su un clima di calma, sicurezza e protezione,  per poi secondariamente affrontare il problema in modo tecnico.

La fluenza del linguaggio potrà essere recuperata passando per lo strumento “gioco” come momento socializzante, ludico e di crescita comune, non solo quindi del bambino ma anche dell’adulto che si mette appunto “in gioco”, una dimostrazione reale e concreta dell’esserci a tutti gli effetti.

Quotidianamente il genitore dovrà prestare attenzione a tutta una serie di “piccole cose”, ecco di seguito un semplice esempio pratico:

  1. Parlare al bambino tranquillamente, avere in altre parole un linguaggio tranquillo e rilassato, ciò rappresenterà per il bambino una modalità calma di comunicazione, in cui non si deve lasciar spazio all’agitazione e all’ansia.
  2. Scegliere un linguaggio semplice, facile, senza parole complicate e incomprensibili, dosarle in base all’età
  3. Scegliere un modello verbale chiaro e morbido.
  4. Non interrompere le frasi o il suo discorso, ma mostrare sempre molta attenzione
  5. Usare un vocabolario semplice, che abitui il bambino al suono ripetuto di parole facili da memorizzare e ripetere a sua volta.
  6. Compiere delle pause tra le parti del discorso rivolto al bambino, per dargli modo di non avere fretta di ascoltare e di imparare, in questo modo sarà più facile per lui seguire lo stesso modello e gli stessi tempi.
  7. Commentare le cose che ci circondano, le sensazioni e le emozioni, tutto ciò favorisce anche con il tempo, l’analisi introspettiva, la pausa per meditare su ciò che è accaduto nel mondo che ci circonda.
  8. Non stancarlo con troppe domande, piuttosto essere aperti e pazienti sul dare tante risposte.
  9. Favorire il linguaggio libero nel bambino, soprattutto quando si vede in difficoltà
  10. Fino ai 6 - 7 anni molti bambini presentano delle fisiologiche disfluenze verbali, supportate da un quadro psicologico personale tranquillamente nella norma, senza la necessità di avere un tutore di tipo logopedistico, poiché con il tempo scompaiono da sole.
  11. Non dare troppa importanza se il bambino enfatizza le proprie difficoltà a pronunciare delle particolari parole, piuttosto spiegate loro che molti di noi, quando erano piccoli avevano gli stessi problemi che poi si sono risolti.
  12. Rassicurare e tranquillizzare il bambino, nel momento in cui rileva difficoltà, non mettergli ansia o peggio colpevolizzarlo, ciò nuocerebbe alla sua autostima. Un comportamento da correggere nel genitore è di pronunciare delle frasi che inconsapevolmente possono peggiorare la situazione, perché in realtà mettono in evidenza la “diversità” e la “non adeguatezza” del bambino, ad esempio non dire: parla più lentamente, stai tranquillo, respira forte e poi parla .
  13. Puntare su ciò in cui il bambino è bravo, magari la sua creatività nel disegno, la sua velocità quando corre, la sua celerità nel risolvere un problema, insomma incoraggiarlo in tutte quelle attività e parti del carattere in cui eccelle.

Essere genitori è davvero una bella avventura, fatta di mille attenzioni, di occhi sempre aperti e di orecchie sempre pronte a captare ogni movimento.

Di , © Riproduzione Riservata
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