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Aiutare i giovani a non essere intrappolati dal web

Ragazzini ancora minorenni e il mondo virtuale del web: un rapoporto che nasce ormai presto, ma che può essere pericoloso e va controllato dagli adulti

Aiutare i giovani a non essere intrappolati dal web

L'82% dei genitori italiani ritiene altamente improbabile che i figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli su internet. Un'ingenuità tutta italiana, perché nel nostro Paese 6 ragazzi su 10 di età compresa tra i 9 e i 16 anni, navigano tutti i giorni su internet e il 62% può farlo dalla propria camera, in modo del tutto libero. E di questo molti genitori non si preoccupano.

Vediamo insieme quali sono i principali pericoli che possono trovare i giovani online e cosa dovrebbero fare gli adulti a riguardo.

Contenuti sessuali ma non solo
Navigando, i ragazzi possono imbattersi in contenuti che potrebbero turbare la loro sensibilità. Per esempio è molto diffuso il sexting, invio di immagini o messaggi a sfondo sessuale. La pornografia in genere raggiunge il 14% dei ragazzi dai 9 ai 16 anni che dichiarano di aver visto video o immagini sessuali esplicite.
Non è però solo il sesso a rappresentare un problema; esistono numerosi siti che incitano all'anoressia e alla bulimia, altri che fomentano l'odio razziale o quello per se stessi, invitando all'autolesionismo.
Credits: Foto di @Victoria_Borodinova | Pixabay
Anche il bullismo tecnologico
Tutti sanno cos'è un bullo e come viene messo in atto il bullismo; ma come è possibile fare del bullismo sulla rete, ovvero il cyberbullismo, dato che non c'è contatto fisico?
Le forme di abuso possono essere diverse e tutte hanno una definizione:

  • molestie attraverso la spedizione di messaggi che insultano il destinatario
  • impersonation in cui il bullo si fa passare per un'altra persona per spedire messaggi o pubblicare contenuti imbarazzanti
  • denigrazione con cui si mira a distruggere la reputazione della vittima
  • exposure o rilevazioni, cioè la diffusione di informazioni private e imbarazzanti su una persona
  • trickery quando qualcuno prima si finge amico e poi divulga notizie private su mezzi elettronici
  • cyberstalking, cioè molestie e minacce.


Cosa devono fare i genitori
Dalla ricerca eukids emerge che il 30% dei ragazzi ha comunicato su internet con qualcuno che non aveva mai visto e il 9% poi ha deciso di incontrare questi sconosciuti. Spesso si tratta di coetanei che cercano di fare amicizia anche fuori dalla rete, ma se non fosse così?
Il consiglio è quello di mettere il computer in una stanza comune, in modo che il ragazzo non possa isolarsi mentre lo usa; ancora più importante è insegnare a usare lo spirito critico, a non rivelare troppo di sé a sconosciuti, non comunicare la propria password e tenere ben presente che una foto inviata da una persona conosciuta online potrebbe non rispecchiare la realtà.
Altra cosa che i genitori dovrebbero fare è proteggere il computer con filtri di “parental control”, che permette di stabilire anche un tempo giornaliero per la navigazione e la possibilità di controllare il traffico internet svolto.
Ricordarsi però che i filtri non sono mai sicuri al 100%, dunque non ci si può affidare solo a loro. Per questo sarebbe sempre bene affiancare i figli nell'uso del computer almeno fino a quando non ci si rende conto che il ragazzino può andare online o fuori casa da solo, cioè finché non si capisce che ha raggiunto la maturità necessaria per affrontare da solo la realtà ordinaria, sia essa quella del mondo esterno che quella del mondo virtuale.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  bullismo   cyberbullismo  
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