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Abuso infantile

Quando si pensa possibile che un bambino abbia subito una violenza è meglio appurarlo subito per poterlo aiutare. Ecco qualche consiglio

Abuso infantile

Insonnia, incubi ricorrenti, inappetenza, rifiuto ad uscire con gli adulti, rabbia immotivata e atti di bullismo. Non è raro assistere a questi episodi nei bambini o negli under 14, ma quando si presentano è sempre importante indagare su cosa sta accadendo nella vita del figlio. Potrebbero infatti essere dei campanelli di allarme di un abuso sessuale di cui il bambino è stato vittima. Quali sono i segnali? E cosa fare?

Qualche indizio
Non tutti i bambini reagiscono in ugual modo ad episodi di violenza, e la risposta è condizionata da alcuni fattori quali l'età al momento dell'abuso, la durata dello stesso, la presenza o meno di penetrazione, l'uso esplicito di violenza e il legame con l'aggressore. In ogni caso ci sono alcune reazioni comuni, alle quali un genitore dovrebbe prestare attenzione.
In alcuni casi chi ha subito abusi può avere cambiamenti nel comportamento e nelle abitudini (nel senno, nell'alimentazione, nei giochi), si può rifiutare di uscire, avere scatti di rabbia improvvisa o compiere gesti vandalici e di autolesionismo. A tutto ciò si può aggiungere il senso di colpa o di vergogna per non essere riuscito a impedire l'abuso, che si manifesta con tristezza e isolamento.
Qualunque sia la situazione, non necessariamente un abuso sessuale vero e proprio, questi segnali indicano la presenza di un disagio e di un problema nel bambino.

Credits: Foto di @Counselling | Pixabay

Come farlo parlare
Un bambino vittima di abuso è quasi sempre restio a parlare del trauma subito perché ha paura di essere giudicato e colpevolizzato. Inoltre se l'aggressore è un parente o un amico di famiglia la cosa sarà ancora più difficile perché non avrà fiducia negli adulti che non lo hanno protetto.
Quindi quando si sospetta di un abuso i genitori possono adottare due tecniche per incoraggiarlo a da aprirsi:

  • L'ascolto attivo che pone l'attenzione sui messaggi anche poco chiari che il piccolo invia con i vari comportamenti. Il genitore dovrà tirare fuori il vissuto del figlio con domande indirette e comprensione del tipo “ti vedo un po' preoccupato...”. In questo modo il bambino sarà messo nella condizione di confidarsi, mentre le domande dirette non sortiscono nessun effetto.
  • Il messaggio-io è un'altra tecnica in cui si sposta l'attenzione dal soggetto al comportamento. Per esempio “quando tu non mi dici dove vai io sono molto preoccupata perché ho paura che ti possa accadere qualcosa di brutto senza volerlo”. In questo modo il bambino non si sente giudicato e diviene più collaborativo e più disponibile ad aprirsi.


A scuola

Anche la scuola può essere il luogo in grado di intercettare il disagio di un bambino vittima di maltrattamenti e abusi. I segnali a cui gli insegnanti dovrebbero prestare attenzione sono:

  • variazioni del comportamento e del rendimento scolastico;
  • segnali di precoce sessualizzazione;
  • disegni o temi con contenuti di violenza;
  • mostrare interesse al bambino se questo decide di confidare alla maestra l'abuso subito.

Di © Riproduzione Riservata
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